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A tu per tu con il Dott. Bernardo Dell’Osso

8 Mar 2016
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Qualche settimana fa è uscito un nuovo libro, Brain Stimulation in Psichiatria, scritto dal Dott. Bernardo Dell’Osso.
Si tratta del primo testo in lingua italiana che informa in maniera approfondita lo psichiatra delle diverse tecniche ma anche degli specifici step che il medico deve affrontare nella valutazione dell’idoneità di un paziente a ricevere un tipo di trattamento.
Abbiamo presentato il libro durante il congresso SOPSI a Milano ed il pubblico ne é rimasto profondamento colpito: si tratta di un testo assolutamente innovativo. Per questo motivo abbiamo voluto parlare direttamente con l’autore e porgli qualche domanda per vedere soddisfatti i nostri dubbi e curiosità…

1) In che cosa consiste la tecnica del Brain Stimulation?

Si tratta di una serie di tecniche differenti, quali la TMS, la tDCS, la VNS, la DBS e altre ancora, caratterizzate dalla capacità di fornire una stimolazione elettrica selettiva a carico di specifiche aree cerebrali implicate nella patogenesi di alcuni disturbi psichiatrici tra cui i disturbi depressivi in particolare. A differenza dei farmaci che intervengono primariamente a livello della componente chimica-neurotrasmettitoriale (serotonina, noradrenalina, dopamina) della comunicazione neuronale, le tecniche di brain stimulation intervengono sulla componente elettrica.

2) Qual è lo scopo?

Lo scopo primario è evidentemente di tipo terapeutico ovvero indurre cambiamenti a diversi livelli (eccitabilità corticale, perfusione sanguigna, espressione genica, neuroplasticità) in grado di normalizzare le alterazioni alla base dello sviluppo dei diversi sintomi in pazienti che non abbiano mostrato una risposta clinica soddisfacente, piuttosto che una vera e propria farmaco-resistenza, agli interventi standard.

3) Come individua lo psichiatra l’idoneità del paziente a ricevere questo trattamento?

Primariamente attraverso la verifica della non risposta e della farmaco-resistenza da parte del proprio paziente agli interventi farmacologici raccomandati dalle linee-guida per lo specifico disturbo preso in considerazione. Inoltre, attraverso la conoscenza delle diverse tecniche di brain stimulation, del loro razionale, delle relative indicazioni, oltre che della loro posizione all’interno degli algoritmi terapeutici formulati dalle più recenti linee-guida di trattamento internazionali dei diversi disturbi psichiatrici.

4) Si tratta di tecniche invasive nel paziente?

Alcune tecniche non sono affatto invasive (tDCS, TMS) mentre altre lo sono maggiormente (VNS e DBS) ma quanto occorre sottolineare e che la loro selettività d’azione non è foriera di effetti collaterali di tipo sistemico, come avviene con la maggior parte dei farmaci. E’ altresì importante specificare come l’area terapeutica delle tecniche di brain stimulation, pur prefigurando un terzo polo di trattamenti accanto ai farmaci e alle psicoterapie, non si vada a contrapporre in alcun modo a questi ultimi ma, piuttosto, ad integrarvisi.
Grazie mille Dott. Dell’Osso e buon lavoro!

A cura di Silvia Maculan

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