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Alimentazione: scopriamo l’approccio consapevole ai pasti

18 Lug 2017
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Non è notizia di oggi che sovrappeso e obesità siano due dei fattori rilevanti di rischio cardiovascolare. Ne abbiamo, a maggior ragione, una riprova grazie ad un documento dell’American Heart Associationall’interno del quale vengono elencati i concetti acquisiti e gli aspetti che meritano ulteriori approfondimenti su questa tematica.

Ne esce un quadro generale che mette al centro delle riflessioni, la qualità della dieta e la quantità degli alimenti che la compongono, analizzando in particolar modo il ruolo dei tempi e dei modi di consumo dei pasti.

“L’approccio consapevole” è desunto dall’Associazione americana che ha preso in considerazione i principali studi in materia compiuti in tutto il mondo, e attraverso i quali ha ripreso i dati affidabili sulle abitudini alimentari di soggetti di entrambi i sessi tra i 18 e i 75 anni, non fumatori, tendenzialmente sedentari.

Il mattino ha l’oro in bocca

E non solo! È proprio la colazione il pasto che regola la nostra giornata dal punto di vista alimentare. Un errato consumo o un avversione al primo pasto della giornata è un’abitudine che circa il 30% della popolazione anche in Italia ha e che si traduce con un aumento di peso, spesso fino all’obesità con evidenti ricadute sul rischio cardiometabolico e di malattie croniche.

La prima colazione si identifica come il “consumo di cibi e bevande (acqua esclusa) prima delle 9 del mattino” o in ogni caso entro le 2 ore dal momento del risveglio, e che dovrebbe fornire circa il 25/30% del totale calorico giornaliero.

Dal documento emerge come sia sempre più importante, il progressivo alleggerimento dell’assunzione di calorie nel corso della giornata. Questo approccio aiuterebbe anche a comporre pasti e snack con una visione orientata sulla qualità dell’alimentazione, in termini di apporto di nutrienti, più che sulla quantità.

La correlazione tra sovrappeso e diabete

In Italia, 5-7 persone ogni 1000 sviluppano il diabete di tipo 2, senza differenze significative tra uomini e donne. Le cifre non sono incoraggianti, soprattutto perché una prevenzione efficace è possibile, agendo in parallelo sui vari fattori che facilitano la comparsa di malattia. Tra questi, il comportamento alimentare, a detta di Gabriele Riccardi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Diabetologia e Malattie del Metabolismo, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, è fondamentale per limitare il rischio di sviluppare diverse tipologie di diabete.

Ma come deve essere composta la nostra dieta per evitarci tutto questo? Potete trovare tutte queste informazioni e molto altro, come l’approfondimento sui Frutti di Bosco ricchi di polifenoli fondamentali al nostro metabolismo, nel fascicolo gratuito 4/2017 di Maggio della rivista Alimentazione Prevenzione & Benessere.

 

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