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Alimenti biologici e benessere: esiste una correlazione scientifica?

15 Mag 2018
alimenti biologici

Il mercato UE dei prodotti biologici è cresciuto del 107% in 9 anni (2006-2015), superando i 27 miliardi di euro. Sempre più consumatori si domandano se esista realmente una correlazione tra salute umana e assunzione di alimenti biologici.
Un buon numero di pubblicazioni scientifiche confermano le attese (minori residui di pesticidi, antiparassitari, maggiore sostenibilità ambientale ecc) e in parte le smentiscono (specie in termini di composizione in nutrienti).  Nel numero 2/18 di AP&B si analizzano le differenze in termini di nutrienti tra produzione tradizionale e biologica.

Alimenti di origine vegetale

In frutta, verdura, cereali e legumi, il confronto tra coltivazione convenzionale e biologica non fa emergere differenze significative rispetto al contenuto di vitamine, neppure per quanto riguarda la vitamina C. Va detto invece che le produzioni “bio” sono caratterizzate da un maggior contenuto di polifenoli. Una differenza probabilmente sostenuta da un lato dal minor utilizzo di fertilizzanti azotati e, dall’altro, da un potenziamento delle difese “endogene” sintetizzate dal vegetale prodotto con metodi biologici, che non è quindi protetto da pesticidi applicati dall’uomo (infatti i polifenoli agiscono come “pesticidi naturali”, messi in campo dalla pianta per limitare la proliferazione di insetti, lieviti e funghi in grado di danneggiarla).

Alimenti di origine animale: la carne

La domanda di carne (bovina, ovina, caprina, suina e pollame) “bio” è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi vent’anni, alimentata dalla percezione del consumatore che questo tipo di allevamento comporti obiettivi vantaggi per il contenuto di nutrienti. Le evidenze della ricerca non sono altrettanto decisive. Per esempio, confrontando le carni (tutte) da allevamenti convenzionali, con quelle da allevamenti “bio”, il profilo lipidico è simile per i grassi saturi, con una lieve flessione dei monoinsaturi (- 8% circa) e un aumento dei polinsaturi (+ 23% circa) nelle carni “bio”. Anche in questo caso, però, le differenze, in assoluto, sono modeste o minime e il loro impatto sulla salute umana contenuto, o addirittura trascurabile.

Alimenti di origine animale: il latte e le uova

Anche la domanda di latte e latticini da allevamenti biologici è in rapido aumento: in alcune aree UE la quota di mercato ha raggiunto il 30%. Confrontando il contenuto di nutrienti dei prodotti lattiero-caseari convenzionali e bio, il profilo lipidico totale risulta simile a quello rilevato nelle carni (saturi sovrapponibili, monoinsaturi ridotti di poco, aumento dei polinsaturi totali), ma con un incremento della quota di polinsaturi omega-3 nei prodotti bio rispetto ai convenzionali, che raggiunge in media +50%. Ancora una volta, però, queste differenze sono scarsamente rilevanti, perché il contributo di latte e derivati all’apporto di omega-3 è, nel complesso dell’alimentazione, limitatissimo. Sul versante vitamine e minerali, il latte da allevamenti convenzionali apporta più iodio (fino al 74%) e selenio (fino al 21%), mentre il latte “bio” fornisce più ferro (20%) e vitamina E (alfa-tocoferolo +13%).

Ancora una volta si tratta di differenze che, nonostante l’apparente consistenza numerica, non hanno probabilmente alcuna ricaduta significativa su benessere e salute dei consumatori. Per quanto riguarda le uova, infine, il tipo di mangime è determinante per il contenuto di nutrienti: finora, però, mancano studi specifici su questo alimento.

In conclusione sembra che le differenze di composizione tra alimenti provenienti da coltivazioni/allevamenti biologici, rispetto a quelli convenzionali, non siano così consistenti da supportare benefici dimostrabili per il benessere/salute umani. Il migliore stato di salute del consumatore-tipo dei prodotti bio è da mettere in relazione anche al fatto che si tratta di un soggetto che aderisce maggiormente ad uno stile di vita sano: fisicamente attivo, tendenzialmente non fumatore, segue schemi alimentari raccomandati per il mantenimento di benessere e salute.

L’articolo pubblicato su AP&B tratta anche gli agenti contaminanti come pesticidi e metalli pesanti e le relative normative UE. Per approfondire clicca qui.

 

 

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