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Alimentazione

I benefici del consumo di pasta: ottime novità per il nostro palato

26 Lug 2018
consumo pasta

La pasta è il prodotto alimentare che più caratterizza l’Italia. Per questo motivo la nostra legislazione, al fine di preservarne la tradizione e l’autenticità, ha deciso di definirne le caratteristiche ed i requisiti.

Per legge vengono denominati i seguenti tipi:

  • pasta di semola di grano duro;
  • pasta di semolato di grano duro;
  • pasta di semola integrale di grano duro;
  • pasta all’uovo.

Alcuni dati

Secondo i risultati di Food Insider il 63% del campione intervistato consuma la pasta quasi tutti i giorni, mentre un altro 27% più volte la settimana. Solo il 10% la consuma una volta alla settimana o meno. I consumatori abituali sono uomini – circa il 71% – forse perché si è convinti che la pasta, ricca di carboidrati, sia la causa dell’aumento del peso. In seguito a diversi studi si è chiarito che non è l’alimento pasta la causa dell’aumento ma piuttosto l’indice glicemico.

Secondo un progetto di Moli-Sani e INHES (Italian Nutrition and HEalth Survey) coordinato da IRCCS Neuromed che ha coinvolto 23.000 persone, analizzando i dati antropometrici è stato messo in luce che l’assunzione di pasta correlava con un minor indice di massa corporea e con una minore circonferenza addominale.

Caratteristiche positive dell’alimento

La pasta ha un buon livello nutrizionale. Il suo contributo si basa sui carboidrati complessi (amido) e sulle proteine, ma va ricordato che la pasta veicola anche vitamine e minerali. La piramide della Dieta Mediterranea suggerisce il consumo di pasta una volta al giorno di una porzione di 80 g.

La pasta si differenzia anche per il minor impatto sulla glicemia postprandiale. La pasta si inserisce tra gli alimenti con i valori di IG più bassi, lo stesso il riso italiano, rispetto alle altre tipologie asiatiche.

Attenzione però ai condimenti: tutti i condimenti che apportano lipidi, riducono la risposta glicemica postprandiale indotta dalla pasta. Ovviamente un condimento semplice come olio extravergine e parmigiano o sugo di pomodoro, è meno calorico di una ricetta che preveda la carne o una pasta fresca elaborata (come i ravioli).

Cambiamenti nel consumo della pasta

Negli ultimi anni la ricerca tecnologica alimentare si è mossa su più fronti: la valorizzazione delle componenti già esistenti nelle comuni farine usate per la produzione di pasta e l’ideazione di nuovi prodotti. Nel primo caso sono stati rivisti i processi tradizionali mettendone a punto altri di innovativi. Nel secondo caso, invece, sono stati aggiunti degli ingredienti non originariamente presenti. Per esempio la quinoa, il grano saraceno, l’amaranto e la chia.

 

Per ulteriori approfondimenti leggi l’intero articolo su AP&B, la rivista che tratta di alimentazione, prevenzione  benessere.

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