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Cute ed esposizione solare: le regole da seguire.

8 Ago 2017
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D’estate è risaputo che una delle parti del corpo che risente maggiormente dell’esposizione ai raggi solari è la cute. A lungo andare, infatti, i danni provocati dal Sole possono essere importanti, soprattutto per chi già soffre di patologie correlate, l’importante è averne cura e adottare le giuste misure preventive. Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Caterina Chiarini, dermatologa, e autrice assieme a Paolo Fabbri di Cibi… a fior di pelle, un volume che cerca di dare tutte le risposte aggiornate e soprattutto fondate su solide evidenze scientifiche circa i rapporti tra alimentazione e patologie dermatologiche.

Esposizione solare e terapie farmacologiche in corso: quali farmaci rappresentano un rischio per la cute?

Alcuni farmaci possono indurre una reazione di fotosensibilità: in corso di terapie farmacologiche la pelle esposta al sole può sviluppare manifestazioni infiammatorie di vario tipo.caterina-chiariniSi distinguono reazioni fototossiche e reazioni fotoallergiche; le reazioni fototossiche, abbastanza comuni, si realizzano dopo poche ore dall’esposizione solare con eritema, edema, vescicole o bolle che nei giorni successivi evolvono verso una desquamazione e una iperpigmentazione. Le reazioni fotoallergiche si sviluppano in soggetti precedentemente sensibilizzati ad una sostanza farmacologica e possono estendersi anche in aree non esposte al sole con manifestazioni di tipo eczematoso, eritematoso o edematoso.Fra i farmaci più comuni che possono dare queste reazioni possiamo ricordare alcuni antibiotici (tetracicline, chinolonici, sulfamidici), antinfiammatori (Piroxicam, Acido tiaprofenico, Naprossene, Diclofenac, Ibuprofene, Ketoprofene), farmaci oncologici (Bleomicina, Dacarbazina, Fluorouracile, Vimblastina), antidepressivi, antiepilettici, ansiolitici e farmaci utilizzati per curare l’acne (isotretinoina). Possono dare reazioni di fotosensibilità anche farmaci topici, che molto comunemente vengono utilizzati in crema o gel: farmaci per l’acne (Tretinoina, Isotretinoina, Benzoilperossido), disinfettanti e antisettici (Eosina, Fluoresceina, Triclosan), antiinfiammatori e antidolorifici (Benzocaina, Prometazina, Benzidamina, Ketoprofene)

 

Quali sono le malattie dermatologiche che limitano o sconsigliano l’esposizione solare?

Esistono varie patologie dermatologiche che possono peggiorare con l’esposizione solare: fra le più importanti ricordiamo le connettivopatie come il lupus o la dermatomiosite nelle quali i raggi UV possono riacutizzare non solo le lesioni cutanee, ma anche le manifestazioni sistemiche della malattia. Alcune patologie dermatologiche molto comuni aggravate dalla luce solare sono rappresentate dalla rosacea e dall’herpes simplex recidivante. Altre dermatosi, più rare, sono lo xeroderma pigmentoso e le porfirie. Alcuni disturbi della pigmentazione come il melasma sono direttamente causati dall’esposizione ai raggi ultravioletti e pertanto, in questi casi, l’esposizione solare è assolutamente sconsigliata. Alcune persone hanno un rischio maggiore di sviluppare tumori cutanei e quindi dovrebbero evitare l’esposizione eccessiva ai raggi solari: in particolare individui affetti da cheratosi attiniche, con pregressi epiteliomi basocellulari o spinocellulari, o coloro i quali hanno una storia personale o familiare di melanoma.

Quali sono invece le malattie dermatologiche che, con opportuni accorgimenti, traggono vantaggio dal sole?

Per alcune malattie della pelle l’esposizione solare può rappresentare una vera e propria cura, tenendo però sempre ben presenti le dovute accortezze. Le patologie dermatologiche che possono trarre un beneficio dall’esposizione solare sono la psoriasi (anche se in un 5% di pazienti affetti si può assistere ad un peggioramento in seguito a fotoesposizione), la dermatite atopica (che però necessita di un clima secco per evitare che la sudorazione peggiori la malattia), la dermatite seborroica, la prurigo nodulare e, con le dovute precauzioni, anche la vitiligine; in quest’ultimo caso infatti i raggi UV possono essere uno stimolo importante per la ripigmentazione delle chiazze bianche tipiche della malattia, ma bisogna tener presente che la pelle, a livello delle lesioni, non è protetta dalla melanina e quindi può scottarsi più facilmente. Come sempre, sono quindi consigliate frequenti applicazioni di una crema protettiva solare e, in ogni caso, brevi esposizioni evitando le ore centrali della giornata.

Prendendo spunto dal suo libro “Cibi… a fior di pelle”, alcuni alimenti possono contribuire a migliorare il “difficile” rapporto cute e raggi solari?

Sicuramente l’alimentazione nei mesi estivi si arricchisce naturalmente di sostanze che aiutano la pelle a difendersi dai possibili danni dei raggi ultravioletti. La natura ci viene in aiuto perché i prodotti tipici di questo periodo sono frutta e ortaggi particolarmente ricchi di beta-carotene, che difende la pelle dagli effetti dannosi dei raggi UV ed ha un effetto antiossidante, e di vitamina C, anch’essa ottimo alleato contro i radicali liberi. Via libera quindi a tutti i vegetali dalla polpa gialla o rossa: albicocche, pesche, melone, carote, pomodoro (ricco di licopene, carotenoide prezioso per la nostra pelle in questo periodo), peperoni, fragole, ciliegie, anguria. Ovviamente una dieta ricca in vegetali assicura anche un apporto abbondante in acqua e sali minerali che garantiscono la giusta idratazione alla pelle nelle torride giornate estive.

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