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Il disegno nei bambini

18 Ago 2016
disegno

Per un pediatra potrebbe essere molto interessante conoscere alcune cose del disegno nei bambini. Ogni bambino è un caso in sé ed è stimolante entrare in contatto con il suo mondo interno: il disegno è spesso espressione del suo linguaggio grafico e della sua intima natura, sia a livello emotivo ed affettivo che cognitivo e relazionale. Il disegno ci porta anche a capire il livello fisiologico della sua attività percettiva motoria, il controllo degli spazi, la realtà della forma, la fantasia e l’immaginazione.

Si inizia sempre con uno scarabocchio come primo tentativo di dare un’impronta originale e poi verso i tre anni si continua con il disegno libero applicato ad una realtà complessa.

Il bambino è creativo: fa una rappresentazione della realtà che è per lui importante in un certo momento della giornata. Un pediatra attraverso l’analisi grafica può avere molte informazioni sullo sviluppo di un bambino. Interpretarlo può essere molto difficile, con il tempo potremmo cogliere dei significati nascosti che nemmeno il bambino sa di averli espressi.

Ogni bambino è unico e nel disegno c’è la sintesi genetica (attitudine, predisposizione e temperamento), ambientale (famiglia, cultura, territorio), psicologica (stati d’animo, emozioni, stress, traumi, relazioni con gli altri), cognitiva (maturità mentale).

Vediamo alcuni esempi di tipologie:

 

  • SCARABOCCHIO

È la prima comunicazione grafica del bambino e inizia verso i 18 mesi. Lo scarabocchio può essere dapprima caotico, poi ondulato e angoloso e poi circolare. È la prima traccia del diario scritto del bambino, della sua biografia, della sua vita esistenziale, del suo mondo immaginario, all’interno della famiglia. Sono 4 le fasi dello scarabocchio (caos – ritmo – forma – sociale).s

 

  • LA FIGURA UMANA

È un’evoluzione dello scarabocchio. Verso i 3-4 anni c’è l’omino-testone. In genere la testa è grossa. A 5  anni l’immagine della figura umana è completa. Nel periodo della scuola elementare c’è una maggiore percezione dei dettagli, la forma è più estetica,
c’è un buon equilibrio tra la parte superiore e inferiore e la figura risente dell’adattamento sociale. Nell’adolescenza ci può essere una certa incompletezza e il disegno della figura umana risente dei conflitti di questa età.

 

  • LA FAMIGLIA

Il bambino può disegnare la famiglia liberamente. Bisogna sempre osservare quali personaggi disegna. Chi è il personaggio più buono, più felice, più cattivo, a chi vorrebbe assomigliare.
Dando al bambino lo stimolo disegna “una famiglia” ideale, il bambino disegna, in realtà, la sua famiglia.

 

  • IL DISEGNO DELL’ALBERO

È semplice da fare e si può chiedere al bambino “disegnami un albero, a tuo piacere”. Il bambino a 4 anni disegna il fusto e già è presente una bozza di chioma; a 6-7 anni inizia la chioma fatta ad arcate e il tronco può penetrare nella chioma, A 8 anni circa, i rami diventano bidimensionali e possono comparire nello stesso periodo le radici. A 9-12 anni c’è una certa conformità oggettiva agli alberi reali.

Nella fase prepuberale ci sono nel disegno aggiunte di dettagli o di un paesaggio. Il disegno dell’albero completa e arricchisce il disegno della figura umana. Esprime l’archetipo del sé, nella sua totalità. Una idea dell’archetipo del sé (terra e cielo, materia e spirito in rapporto al vissuto esperenziale ed esistenziale).

 

  • STELLE E ONDE

Chiedere al bimbo di disegnare un cielo stellato sopra le onde del mare, per capire il rapporto tra ragione e sentimento, ma anche la relazione tra la parte superiore dell’essere e quella inferiore inconscia.

 

  • UNA PERSONA SOTTO LA PIOGGIA

Serve per un’indagine accurata sulla capacità del bambino di utilizzare i meccanismi di difesa contro lo stress, l’ansia, i conflitti interni e la tensione emotiva.

 

  • LA CASA

Il luogo fisico, psicologico e sociologico nel quale vive il bambino, cresce e struttura la sua personalità: un ambiente dove trova soddisfazione ai bisogni primari e fisiologici. Ha un significato simbolico grande: un pezzo del mondo, un microcosmo, il rifugio protettivo, il calore e l’affetto.

 

  • IL COLORE

Nel disegno libero il bambino usa i colori che ha a disposizione in modo spontaneo. Ci sono i colori caldi (rosso, giallo, arancione, con tutte le varie tonalità) che esprimono gioia di vivere, ottimismo, contentezza, brio, vivacità. I colori freddi sono il blu, il verde, il nero, il marrone scuro, il viola con tutte le varie tonalità che posso esprimere calma e passività ma anche pessimismo, scontentezza, tristezza, rabbia, aggressività, rifiuto. Ci deve far riflettere la tendenza a usare un colore unico, la combinazione tra i vari colori non appropriati e l’uso del colore in modo contrastante e contraddittorio (rosso e nero, verde e giallo ecc.).

 

Per approfondimenti download gratuito di Il Medico Pediatra 2/2016

A cura di Silvia Maculan

 

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