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Dislipidemia: come affrontare questo disturbo?

27 Lug 2017
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Le dislipidemie sono uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, per questo motivo devono essere correttamente valutate, gestite e corrette grazie anche all’aiuto del proprio medico curante. Per approfondire l’argomento abbiamo intervistato il Dott. Gerardo Medea, Medico di medicina Generale a Brescia e Responsabile nazionale Area Metabolica Società Italiana Medicina Generale.

In quali soggetti si possono più frequententemente osservare una ipercolesterolemia  lieve o moderata?

Possiamo definire lieve o moderata una ipercolesterolemia LDL tra 115 e 130 mg/dl. Si può osservare soprattutto in soggetti a rischio CV lieve o moderato (e quindi senza pregressi eventi CV), senza familiarità per dislipidemia e che spesso adottano stili di vita inappropriati (sedentarietà ed alimentazione sbagliata). Sono questi i soggetti che più si prestano ad interventi terapeutici non farmacologici spesso totalmente risolutivi del problema.

Quali sono i parametri ematologici e i valori soglia?

Dott-Gerardo-MedeaI valori desiderabili di C-LDL  sono <115 mg/dl e per il Colesterolo totale < 190 mg/dL. È importante tuttavia sottolineare che pur rappresentando i valori soglia degli importanti punti di riferimento, quello che conta è la valutazione del RCV globale del paziente cui ovviamente alche il colesterolo contribuisce. Infatti è possibile che il paziente (sempre in prevenzione primaria)  non abbia bisogno di un trattamento ipocolesterolizzante sia pur in presenza di  valori elevati del colesterolo e viceversa.

Quali sono i rischi per i pazienti affetti da dislipidemie?

Esistono una grande quantità di studi epidemiologici  che confermano come I soggetti con dislipidemia hanno un più elevato rischio cardiovascolare, soprattutto per eventi ischemici cardiaci, ma anche a livello cerebrovascolare (Ictus, TIA, ischemia arti inferiori).

Quanto è importante la consultazione medica per una corretta valutazione del problema?

Le dislipidemie devono essere considerate tra i tanti fattori di rischio cardiovascolare, certamente il colesterolo è uno dei fattori più studiati e importanti.

Il consulto medico è importante per due ragioni:

1) Per valutare in maniera complessiva i vari fattori di rischio, bisogna determinare il rischio cardiovascolare globale ma anche vedere quanto ogni singolo fattore di rischio presente nel soggetto pesa nel comporre il rischio complessivo. Esistono molti fattori di RCV che non sono presenti nelle carte del rischio comunemente usate (ISS cuore, ESC). Considerando tutti questi elementi si costruisce il profilo di rischio del paziente sulla base del quale si decide il trattamento, ricordando anche che alcuni fattori di rischio si possono trattare mentre altri no (i cosiddetti fattori di rischio immodificabli, come l’età il sesso e la familiarità).

2) Decidere quando, come e quanto trattare i diversi fattori di RCV . Ogni singolo fattore potrà essere contrastato con farmaci (spesso anche in associazione tra loro) di potenza adeguata alla sua gravità. Questo vale soprattutto per il colesterolo e la pressione arteriosa. Ricordo comunque che alla base di qualsiasi trattamento c’è sempre la modificazione positiva dello stile di vita. Una volta decisa e iniziata la terapia il medico dovrà valutarne l’efficacia e l’aderenza al trattamento poiché non è infrequente che le terapie siano interrotte oppure assunte in maniera incostante.

Quali sono i possibili trattamenti?

Come già detto, lo stile di vita rappresenta il denominatore comune di tutti gli altri possibili trattamenti. Bisogna anche sottolineare che lo stile di vita agisce positivamente e in maniera trasversale su molti altri fattori di rischio CV e anche su altre tipologie di rischio come quello oncologico. Se fosse invece necessario un trattamento farmacologico dell’ipercolesterolemia, questo andrebbe calibrato rispetto all’entità del rischio, dei livelli di colesterolo di partenza e del target terapeutico stabilito per ogni paziente sulla base del livello di RCV. Per i  pazienti con rischio basso o medio/moderato, con i livelli di colesterolo non elevati tra 100 e 130, se espressamente richiesto dal paziente, si può anche prendere in considerazione l’uso di nutrauceutici con effetto ipocolesterolizzante che sono in grado di abbassarlo anche del 15,20%.

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