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Dolcificanti non calorici: sono sicuri per la salute?

8 Feb 2019
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Dolcificare e zuccherare sono due attività di cui sembra non poter fare a meno: ecco perché nel corso degli anni le industrie si sono focalizzate sempre più nell’utilizzo di prodotti sostitutivi che potessero conferire lo stesso gusto “dolce” ma con meno effetti negativi per la bilancia.

Ma gli edulcoranti utilizzati nelle bevande sono sicuri per la salute? A tal proposito l’American Heart Association (AHA), prestigiosa istituzione noprofit al servizio della salute cardiovascolare, ha condotto un’importante ricerca. L’attenzione degli esperti AHA si è focalizzata soprattutto sul rapporto tra consumo di bevande con edulcoranti ad alto potere dolcificante e salute cardiovascolare e metabolica.
Sul tema, l’Europa si è già espressa nel 2011, attraverso un documento firmato da EFSA (European Food Safety Authority), che ha portato all’approvazione di due claim di salute.

Ma cosa sono gli edulcoloranti?

Tecnicamente si tratta di additivi alimentari, di origine naturale o sintetica: a questa seconda categoria appartiene anche la quasi totalità degli edulcoranti dotati di un potere dolcificante superiore a quello dello zucchero da tavola, il saccarosio. Quasi tutti possono essere utilizzati non solo nelle bevande, ma anche nelle preparazioni solide: fa eccezione l’aspartame, che può essere impiegato solo a fine cottura, per esempio aggiunto a marmellate o creme, perché non è stabile a temperatura elevata.

Vediamo quali sono i principali risultati emersi dalla ricerca condotta da AHA, concentrata soprattutto sul rapporto tra consumo di bevande con edulcoranti ad alto potere dolcificante e salute cardiovascolare e metabolica confrontati a quelli firmata da EFSA (European Food Safety Authority) nel 2011.

Associazione tra consumo di bevande con edulcoranti ad alto potere dolcificante e andamento del peso corporeo/adiposità

Gli esperti AHA citano tre studi statunitensi di coorte, condotti su uomini e donne adulti, nei quali si dimostra che sostituire 1 porzione al giorno di bevanda zuccherata con 1 porzione dolcificata con LCS (o NSS), contiene l’aumento di peso nel lungo periodo, riducendolo di 470 grammi ogni 4 anni. Le bevande dolcificate con edulcoranti, se consumate al posto di quelle zuccherate, dimostrerebbero inoltre di limitare, in uomini e donne obesi (i dati in questo caso vengono da una ricerca danese), l’accumulo di grasso a livello viscerale, epatico e scheletrico.

EFSA, invece, sostiene di non ritenere ancora sufficientemente robusti i dati a sostegno di un ruolo delle bevande (e degli alimenti) con edulcoranti ad alto potere dolcificante, nella strategia di mantenimento (o di raggiungimento) di un peso corporeo nella norma.

Associazione tra consumo di bevande con edulcoranti ad alto potere dolcificante e metabolismo glucidico/diabete di tipo 2

I dati più consistenti, tra quelli citati dai cardiologi statunitensi, vengono dal Nurses’ Health Study, in cui appare chiaro che preferire bevande dolcificate con LCS (o NSS), rispetto a bevande zuccherate, riduce del 7% il rischio di diabete di tipo 2. Il documento AHA precisa che risultati sovrapponibili (o migliori) si ottengono però optando per acqua, caffè, o latte a ridotto contenuto di grassi.

EFSA esprime un giudizio più articolato. Ammette il claim relativo al rapporto di causa-effetto tra consumo di edulcoranti ad alto potere dolcificante, utilizzati in cibi e/o bevande, e riduzione della risposta glicemica post-prandiale ma ritiene che non sia ancora sufficientemente dimostrato il rapporto di causa-effetto tra consumo di alimenti e bevande con edulcoranti a elevato potere dolcificante e mantenimento, nel tempo, di livelli glicemici più bassi, anche in soggetti diabetici.

Dalle conclusioni riportate su AP&B, da cui è tratto questo articolo, emerge che:

  • Il ruolo dei sostituti dello zucchero, come edulcoranti nelle bevande di largo consumo (LCS o NSS, cioè dolcificanti a basso, o nullo, tenore calorico), è tuttora oggetto di un dibattito approfondito, per la crescente richiesta di dati affidabili da parte delle istituzioni sanitarie e dei decisori politici, in merito al rapporto tra assunzioni regolari e salute, soprattutto cardiometabolica;
  • Le ricerche condotte sinora non permettono di trarre conclusioni definitive. Dai ricercatori viene una pressante richiesta per il finanziamento di studi più mirati, su gruppi meglio definiti di popolazione (adulti, bambini, sani, o sovrappeso, o diabetici, infine donne in gravidanza e allattamento), nei quali i consumi siano precisamente identificabili (tipo di bevanda e tipo di dolcificante contenuto) e il monitoraggio sufficientemente prolungato da poter evidenziare potenziali benefici e sicurezza d’uso;
  • È necessario nel frattempo un continuo aggiornamento delle conoscenze sui nuovi edulcoranti LCS e NSS alternativi allo zucchero, sotto il profilo della sicurezza d’uso e dei potenziali benefici;
  • Attenendoci alle evidenze raccolte sinora, si può però affermare che, per gli abituali forti consumatori di bevande zuccherate, l’alternativa offerta dalle bevande edulcorate con LCS o NNS è opportuna, da sostenere soprattutto come avvio di un percorso di limitazione dei consumi di queste bevande, da sostituire con acqua; L’acqua è infatti la bevanda di prima scelta da offrire ai bambini, il cui apporto preferenziale e quotidiano va sostenuto negli adolescenti e promosso anche tra gli adulti;

 

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