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Età 30-40: cosa fare “per la prevenzione”?

10 Ott 2017
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Si parla sempre più spesso di prevenzione delle malattie, soprattutto di quelle croniche come il diabete, le malattie cardiovascolari e quelle respiratorie. A volte però sono le fasce d’età più giovani quelle che mancano di consapevolezza sull’importanza di prevenire con adeguati comportamenti e senza crearsi inutili stress.

Per avere le idee più chiare abbiamo intervistato il dottor Giuseppe Ventriglia, Medico di Medicina Generale che si è sempre dedicato alla formazione professionale dei medici, ed alla divulgazione scientifica con molte pubblicazioni rivolte ai comuni cittadini e la partecipazione alla trasmissione televisiva Elisir su Rai 3.

Quando è opportuno iniziare a fare controlli a scopo preventivo per mantenersi in buona salute?

È risaputo che la buona salute è frutto di una serie di scelte di vita che devono iniziare quanto prima possibile, alcuni esperti sostengono addirittura prima ancora che la vita stessa inizi, ossia durante la gravidanza. Dunque i futuri mamma e papà ci pensino: il grande atto d’amore che comprende la decisione di avere un bambino va giuseppe-ventrigliacompletato con la scelta di rendere la gestazione serena e sicura, con uno stile di vita sano, un’alimentazione ben bilanciata e l’astensione totale dall’alcol (in qualsiasi forma) e dal fumo (attivo e passivo). Oggi nessuno studioso ha dubbi: la futura salute fisica, psicologica, relazionale, intellettiva è fortemente condizionata da ciò che accade durante i nove mesi della vita intrauterina.

Nella fascia d’età 30-40 anni, se non si avvertono particolari disturbi, non si consulta di solito il medico curante per un “controllo di prevenzione”. È un comportamento corretto?

Anche in assenza di problemi di salute seri (e magari approfittando di una visita medica per un malanno anche banale intercorrente) una visita dal medico di famiglia con finalità “di controllo”, ovvero “di prevenzione”, è sempre consigliata.

Nell’occasione si potrebbe valutare l’eventuale predisposizione a malattie ereditarie che richiedono controlli preventivi, un controllo del rapporto peso/altezza (noto come IMC, Indice di Massa Corporea o BMI nella comune dizione inglese) che consente di capire se si è in equilibrio o se si è in presenza di uno stato di sovrappeso-obesità (sempre da evitare perché predispone a svariate malattie anche importanti); la misurazione della pressione arteriosa e del battito cardiaco e infine per valutare con lui l’opportunità di eseguire, per una volta e se non sono stati già fatti, degli esami sul sangue (ad esempio per conoscere il valore del colesterolo o della glicemia o di altri pochi parametri utili anche in condizione di benessere) e sull’urina.

In questa fascia d’età quali sono i problemi clinici che potrebbero insorgere più frequentemente, magari senza manifestarsi con particolari segni e sintomi?

Non mi focalizzerei su “ciò che potrebbe insorgere senza che io me ne accorga”. Con un pensiero così vivremmo tutti in uno stato di angoscia e di permanente attesa di un evento di malattia che magari non arriverà mai. Ne conseguirebbe una vita resa infelice pur in assenza di motivi seri almeno da un punto di vista sanitario. Secondo il mio parere un atteggiamento intelligente e funzionale a questo scopo è quello di chi si rende conto che la salute va tutelata innanzitutto con scelte personali di stile di vita, senza angosciarsi e pensare che facendo spesso accertamenti o visitando il medico “per vedere come va” sia utile alla salute. Fatto salvo quanto dicevo prima, gli esami del sangue o strumentali servono di norma per accertare o escludere un’ipotesi che il medico fa circa la possibilità che uno stato di malessere del suo paziente sia riconducibile ad una certa causa.

Ma cosa intende lei per “tutelare la salute con scelte di stile di vita sana”?

Intendo applicare ogni giorno le norme che sono state ormai condivise in tutto il mondo. Innanzitutto non fumare o fare uso di sostanze stupefacenti, evitare i farmaci assunti di propria iniziativa senza il parere del medico o del farmacista. Fare attività fisica ogni giorno, che non vuol dire obbligatoriamente andare in palestra o in piscina: vuol dire cercare di camminare il più possibile, evitare che ogni spostamento venga fatto in auto, fare le scale a piedi, svolgere (per chi può) attività in giardino o portare a spasso il cane; se poi si ha la possibilità di praticare uno sport, tanto meglio! Poi c’è l’annoso problema dell’alimentazione che negli ultimi anni sta diventando – per tante ragioni – meno curata. Cerchiamo di evitare l’acquisto di cibi pronti; consumiamo in abbondanza frutta e verdura; moderiamo il consumo di alcolici, delle carni rosse, dei grassi, dei dolci. Preferiamo cibi integrali e da agricoltura biologica. Inseriamo nella nostra dieta il pesce (meglio se azzurro) ed i legumi (come pietanza, non come semplici contorni). Ed infine, preserviamo l’ambiente: cerchiamo di inquinare il meno possibile. Si diceva un tempo “noi siamo ciò che mangiamo”, oggi dovremmo aggiungere “… e il mondo in cui viviamo”.

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