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Allergologia e immunologia

Fumo passivo e altre domande frequenti in tema di immuno-allergologia

24 Mag 2018
fumopassivo

Le domande più frequenti formulate dai medici sono raccolte e pubblicate periodicamente dalla rivista R.I.A.P. (Rivista di Immunologia e Allergologia Pediatrica), che ne fornisce anche le relative risposte.
Nel numero 1/2018 si parla di fumo passivo nei bambini, ma anche di fumo di terza mano, allergie primaverili e vitamina D.

Scopriamo insieme quali sono le domande dei medici in tema di immuno-allergologia.

Quali effetti ha l’esposizione al fumo passivo nei bambini?

L’esposizione di fumo passivo, nei bambini, ha gravi effetti sulla loro salute respiratoria i quali, inoltre, sono più sensibili degli adulti agli effetti nocivi degli inquinanti a causa di una serie di fattori:

  • frequenza respiratoria più elevata
  • immaturità dei sistemi immunitario, respiratorio e del metabolismo
  • tempo di esposizione più lungo dovuto alla maggiore aspettativa di vita.

Una delle più recenti metanalisi, condotta su 79 studi, ha dimostrato che i bambini esposti a fumo di tabacco ambientale (Environmental Tabacco Smoke, ETS), hanno un rischio ambientale del 20-85% di avere sibili ed asma, evidenziando così il peso significativo che l’esposizione a fumo passivo ha sulla salute respiratoria in età evolutiva. Dati dell’Indagine Nazionale sulla Salute dei Bambini condotta Negli Stati Uniti nel 2007 hanno dimostrato che un quarto dei bambini vive con soggetti che fanno uso di tabacco e che l’esposizione a fumo passivo all’interno dell’abitazione aumenta di pari passo con l’età (specie in condizioni di svantaggio sociale) e si associa con un maggiore rischio di asma secondo una relazione dose-risposta. In particolare, l’esposizione a fumo passivo materno sembrerebbe conferire un rischio maggiore rispetto al fumo paterno, probabilmente perché le madri stanno a più stretto contatto con i propri figli rispetto ai padri.

Che cos’è il fumo di terza mano?

Si tratta di una miscela di inquinanti che, una volta consumata la sigaretta, si deposita sulle superfici e nella polvere degli ambienti confinati o reagisce con altri composti per formare inquinanti secondari. Mentre l’esposizione al “fumo di seconda mano” risulta dalla inalazione involontaria del fumo “attivo”, l’esposizione al “fumo di terza mano” deriva dall’inalazione, dall’ingestione e dall’assorbimento dermico involontario degli inquinanti presenti nell’aria, nella polvere e sulle superfici. Conseguentemente, mentre il “fumo di seconda mano” viene rimosso ventilando gli ambienti, quello di “terza mano” può persistere anche parecchi giorni o mesi dopo che la sigaretta è stata consumata. È stato, infatti, dimostrato che la nicotina si deposita quasi interamente sulle superfici, persistendovi per settimane o mesi e può reagire con composti gassosi normalmente presenti negli ambienti confinati (ad esempio l’ozono), formando sostanze scarsamente volatili che possono depositarsi negli ambienti indoor e sul mantello cutaneo.

Alle nostre latitudini in quale periodo dell’anno è maggiore la concentrazione di spore nell’ambiente?

Il periodo in cui si registra la maggior concentrazione di spore è quello che va dall’estate all’autunno. La crescita delle spore fungine è favorita da una temperatura dell´aria di 18 – 32°C, da una umidità relativa superiore al 65% e da condizioni di calma di vento.

Dove si può andare in primavera se allergici al polline?

Si può andare al mare ed in montagna, rispettivamente sopra i 1000 m per le graminacee ed i 1200 per la parietaria. La concentrazione pollinica è infatti molto più bassa per le diverse condizioni climatiche, rispetto alla pianura.

Quali fattori possono influenzare la sintesi di vitamina D nel corpo umano?

Inquinamento atmosferico, latitudine e pigmentazione cutanea influenzano la produzione endogena della vitamina D che è condizionata dall’esposizione alla luce solare.

Qual è la dose giornaliera raccomandata di Vitamina D durante l’età evolutiva?

L’American Academy of Pediatrics ha innalzato la dose di raccomandazione giornaliera di assunzione di Vitamina D per i bambini ed adolescenti riportandola, come già era in passato, alle attuali 400 UI, raccomandando di iniziare tale supplementazione fin dai primissimi giorni di vita.

 

Ora che hai letto le risposte mettiti alla prova con il quiz pubblicato sulla rivista RIAP.

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