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Gonfiore addominale, un sintomo tra i più diffusi nella popolazione

3 Nov 2016
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Il gonfiore addominale è uno dei sintomi gastrointestinali più diffusi nella popolazione generale e può presentarsi isolato o associato ad altri disturbi, riguarda tutte le età e colpisce tra il 10 ed il 13% della popolazione. Sempre più spesso i pazienti entrano nell’ambulatorio del medico di base lamentando di “avere la pancia gonfia”, di “sentirsi pieni d’aria”, di avere una “sensazione di pienezza e pesantezza” nell’addome come unico sintomo o in associazione ad altri sintomi gastrointestinali. Nel linguaggio comune si parla spesso in modo indifferenziato di meteorismo, gonfiore e distensione addominale.

Tuttavia, nella classificazione internazionale dei disturbi funzionali gastrointestinali secondo i criteri di Roma 1, il gonfiore e la distensione addominale non vengono distinti e il gonfiore funzionale (functional bloating) viene definito come:
• sensazione ricorrente di gonfiore addominale o distensione per almeno 3 giorni negli ultimi 3 mesi con insorgenza del sintomo negli ultimi 6 mesi;
• criteri insufficienti per la diagnosi di dispepsia funzionale o IBS (o SII, sindrome dell’intestino irritabile).

Se si escludono malattie organiche che possono manifestare questo sintomo, molto spesso il gonfiore addominale è espressione di un disturbo funzionale che i pazienti tendono ad autogestire. Infatti il ricorso alla consultazione medica avviene solo nel 6% dei casi e la classe medica è portata a considerare questo disturbo, quando funzionale, come una patologia minore in quanto non mette a rischio la sopravvivenza del paziente che, però, ne ha fortemente condizionata la qualità di vita.

“L’esigenza di realizzare una monografia della serie editoriale SIMG Disease Management su quello che è un sintomo e non una malattia è nata allo scopo di fornire ai colleghi medici di medicina generale, alla luce di recenti acquisizioni fisiopatologiche e delle conseguenti opzioni terapeutiche, un contributo gestionale di questo disturbo che molto spesso non sappiamo come trattare” ci spiega il Dott. Enzo Ubaldi, Responsabile dell’Area Gastroenterologia della SIMG.

Il termine gonfiore addominale va oggi a sostituire il vecchio sinonimo meteorismo e viene adottato come traduzione dell’inglese “bloating”, a significare una sensazione ricorrente (soggettiva) di ripienezza addominale, di pressione, o di gas intrappolato a livello dei visceri addominali. Si parla di distensione addominale (dall’inglese “distension”) quando vi è un incremento misurabile della circonferenza addominale e solo il 50-60% dei pazienti con gonfiore hanno anche distensione addominale.

 

Riprendiamo un abstract sul progetto del Dott. Ubaldi:

“La difficile gestione del gonfiore addominale è secondaria alla genesi multifattoriale di questo disturbo essendo coinvolti, variamente combinati, fattori endoluminali e parietali intestinali, fattori endoaddominali extra-intestinali e fattori della parete addominale. Si riconoscono cause organiche (come le infezioni gastrointestinali e le sindromi da malassorbimento) ma più frequentemente il gonfiore addominale è associato a disturbi funzionali gastrointestinali (è presente in quasi tutti i pazienti con sindrome dell’intestino irritabile e in molti pazienti con stipsi cronica).

La comunità scientifica internazionale attribuisce sempre più importanza, nella genesi del gonfiore addominale, al ruolo svolto dagli alimenti ricchi in FODMAPs (acronimo derivante da Fermentable Oligosaccharides, Disaccarides, Monosaccarides and Polyols), cioè di carboidrati a catena corta con un massimo di 10 zuccheri (monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi e polioli) che, essendo scarsamente assorbiti, vengono fermentati dai batteri del microbiota intestinale con produzione di gas e conseguente gonfiore e distensione addominale.

Altro interessante fattore eziopatogenetico del gonfiore addominale di recente individuazione è la cosiddetta “dissinergia addomino-frenica”, ossia l’alterata coordinazione motoria della parete toracica, del diaframma e della parete addominale che si ha in alcuni individui, in particolare coloro con sindrome dell’intestino irritabile, in seguito alla presenza di gas nell’intestino, evidenziata con studi di infusione.

Dalla genesi multifattoriale del gonfiore addominale deriva quindi un approccio terapeutico non univoco ma individualizzato e nel volume vengono prese in considerazioni le varie opzioni a partire dalla correzione di stili di vita non adeguati e del tipo di alimentazione, all’utilizzo di rimedi e farmaci volti a trattare anche i disturbi associati, fino a misure fisioterapiche di correzione della eventuale dissinergia addomino-frenica.”

Download gratuito del volume qui.

Per maggiori informazioni sulla collana Disease Management.

 

A cura di Silvia Maculan

 

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