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La fragilità nell’anziano

30 Giu 2016
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Negli ultimi decenni ci sono stati cambiamenti significativi nella società: la popolazione è aumentata e allo stesso tempo c’è stato un forte calo delle cause di mortalità, onde per cui sono aumentate le speranze di vita e di conseguenza anche il numero degli anziani. Queste trasformazioni hanno richiesto anche più cure mediche e bisogni sociali. Ecco il motivo per cui sono nate anche diverse associazioni mediche, ma anche riviste che si occupano di temi come fisiologia, patologia, eziologia, patogenesi, epidemiologia, genetica e trattamento di invecchiamento e malattie legate all’età.

 

Anche in Italia la SIGG, Società Italiana di Gerontologia e Geriatria ha creato il nuovo giornale ufficiale Journal of Gerontology and Geriatrics (JGG).

Download gratuito del magazine QUI.

 

Definiamo la fragilità nell’anziano

La fragilità viene menzionata per la prima volta negli anni ’80 dallo studioso statunitense M.D. Fretwell (1985) e in una pubblicazione scientifica curata dal National Institute on Aging.

Essa non coincide con la disabilità, ma rischia di diventarlo se non adeguatamente curato.

La fragilità è così una sindrome clinica che se trattata nel giusto modo può essere anche reversibile, mentre se trascurata può portare alla perdita completa dell’autonomia. Esistono alcuni elementi fisici e psicologici che identificano un anziano come fragile. Secondo L.P. Fried essi sarebbero cinque: la perdita di peso, la debolezza, la lentezza, il basso livello di attività e la spossatezza.

Ricordiamoci però che la fragilità non è reversibile!

 

L’Associazione Internazionale di Gerontologia e Geriatria (IAGG) ha fondato di recente il network GARN.

Di che cosa si tratta?

Il network GARN ha lo scopo di promuovere la ricerca sui problemi di saluti legati all’invecchiamento, al fine di migliorare la qualità della vita ed il benessere delle persone anziane in tutto il mondo.

Il network si ritrova nei migliori centri di ricerca del mondo dedicato alla gerontologia biologica e clinica, al fine di:

– Promuovere lo sviluppo scientifico in geriatria e gerontologia di ricerca in tutto il mondo

– Sviluppare una capacità di ricerca internazionale in Aging

– Diffondere i risultati della ricerca più recenti

– Promuovere la ricerca clinica in gerontologia.

 

Quali sono le azioni del GARN?

Queste sono realizzati in collaborazione con studiosi e ricercatori che portano la loro esperienza e gli ultimi risultati sulle questioni fondamentali geriatriche. Ecco un elenco:

– Stimolare lo scambio di collaborazione tra i membri

Comunicare su importanti questioni legate all’età

Collaborare alla rete di conoscenza IAGG / OMS sulla fragilità e sulla Sarcopenia

– Partecipare a iniziative editoriali come il “White Book on Frailty”

Diffondere informazioni attraverso diversi strumenti di comunicazione

Discussione durante l’incontro con la diffusione dei documenti.

 

Abbiamo accennato al WHITE BOOK ON FRAILTY (Libro bianco sulla fragilità), che cos’è?

Il “White Book on Frailty”, approvato dall’Associazione Internazionale della Gerontologia e la Geriatria (IAGG) / Global Aging Research Network (GARN), mira a promuovere interventi di prevenzione contro l’invalidità e a fornire informazioni su come implementarli nella pratica clinica di tutti i giorni .

A tal proposito, viene identificato un target nella popolazione, vengono valutate le fragilità negli anziani, e vengono sviluppati programmi di intervento su misura. Ora ad esempio sappiamo che la diagnosi precoce e l’intervento sono fondamentali per affrontare la fragilità a casa, nella comunità e in ambito ospedaliero.

Il libro è scaricabile gratuitamente a questo link:

WHITE BOOK ON FRAILTY versione inglese

 

Per ulteriori informazioni consulta il sito GARN (Global Aging Research Network)

 

A cura di Silvia Maculan

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