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Olio di palma: quali sono i reali rischi sulla salute?

3 Mar 2017

L’ultima numero della rivista AP&B, fra gli altri argomenti, si concentra su uno fra i più spinosi e dibattuti argomenti degli ultimi anni: l’olio di palma.

L’impiego dell’olio di palma nell’industria alimentare continua a suscitare, soprattutto in Italia, un dibattito acceso, che prende le mosse da possibili effetti negativi sia sulla salute umana, sia sulla sostenibilità ambientale.

Finora, però, le evidenze dei contributi portati al dibattito quasi mai hanno la qualità scientifica che si richiede sia per avviare un confronto adeguato tra ricercatori e clinici sia per fornire informazioni non ambigue ai consumatori.

NFI-Nutrition Foundation of Italy ha coordinato, il 3 maggio 2016, una giornata di studio con i rappresentanti delle principali Società Scientifiche nazionali, direttamente interessate ai risvolti medici e nutrizionali del tema. Dall’incontro è scaturito un articolo, pubblicato sull’International Journal of Food, Sciences and Nutrition, che raccoglie le conoscenze attuali, basate sull’evidenza (“evidencebased”), sul rapporto tra impiego alimentare dell’olio di palma e salute umana.

L’articolo, in primo luogo, fa una distinzione fra olio di palma e olio di palmisto: mentre il primo si ricava dal frutto dell’albero, il secondo è estratto dal nocciolo. A caratterizzare l’olio di palma è la composizione in acidi grassi saturi: prevalenti sul totale, presentano una forte percentuale di acido palmitico (35-45%). Seguono l’acido oleico (il monoinsaturo dell’olio d’oliva, 39%), l’acido linoleico (polinsaturo della serie omega-6, 10%) e acidi grassi saturi a catena corta (laurico, caprilico e caprico).

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Dal punto di vista nutrizionale, perciò, il bilancio tra grassi saturi e acidi grassi insaturi (polinsaturi + monoinsaturi) è sostanzialmente favorevole e pari a 1:1.

L’articolo prosegue con l’analisi di altri fattori fondamentali nella correlazione fra l’utilizzo di questa sostanza e la salute, la loro struttura influisce infatti sul processo di digestione, assorbimento e metabolismo.

Gli studi condotti, contenuti nell’articolo, affrontano soprattutto altre tematiche fondamentali come il rapporto fra grassi saturi, cuore e mortalità analizzando i dati sul rischio oncologico. Ne emergono interessanti conclusioni, utili a fare chiarezza sull’effettiva pericolosità di questo prodotto, basati su dati scientifici, e non su semplici segnali allarmistici.

Per saperne di più leggi il nuovo numero di AP&B!

Il mensile AP&B nasce come punto di riferimento per diffondere i presupposti dell’alimentazione mirata allo “star bene”, per conoscere gli effetti (individuali e integrati) che alimenti e composti bioattivi contenuti hanno sull’organismo, in modo da orientare le scelte in una prospettiva di salute.

 

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