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Il mondo dell’anziano: la sarcopenia e come prevenirla – Prof. Vendemiale

1 Dic 2016
sarcopenia

Per chi segue il nostro blog il Prof. Vendemiale è una persona nota, dato che di lui abbiamo già discusso un paio di mesi fa sulla nuova rivista della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia: Journal of Gerontology and Geriatrics.

Oggi ci parlerà della sarcopenia nell’anziano e del nuovo centro per la diagnosi e la cura della sarcopenia presso l’Azienda Ospedaliera di Foggia.

Gianluigi Vendemiale è Professore Ordinario di Medicina Interna presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Foggia. Direttore della S.C. di Medicina Interna Universitaria, Direttore del Dipartimento Internistico c/o l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia. Titolare della Cattedra di Geriatria e Medicina Interna. Delegato del Rettore alla Sanità. Autore di oltre 450 pubblicazioni edite a stampa, di cui 184 su riviste internazionali dotate di Impact Factor, con circa 5000 citazioni ed Hirsch 40.

 

Possiamo definire in due parole la sarcopenia?

Volendo usare solo due parole, la risposta è molto semplice: sarcopenia è invecchiare. Sarcopenia, deriva dal greco e indica una perdita di massa muscolare. Si osserva naturalmente con l’invecchiamento perché, come per tutti i nostri organi e apparati, anche il muscolo invecchia, si assottiglia, diviene poco efficiente, può infiltrarsi di grasso. Diversi studi hanno dimostrato come la sarcopenia siassoci ad alterazioni nel metabolismo glicidico, cardiaco, osseo, psico-affettivo e cognitivo.

La perdita della forza muscolare può essere di circa l’8% per decade a partire dai 45 anni di età, del 20-30% tra i 50 e 70 anni, procedendo progressivamente sino ad una perdita del 30% per decade dopo i 70 anni; parallelamente si registra mediamente una perdita di massa muscolare dell’ordine di 1,5-2,5% per anno a partire dai 60 anni. Un ritmo di depauperamento del patrimonio muscolare che ne comporta il dimezzamento entro i 75 anni di età.

Un anziano sarcopenico è un individuo ad alto rischio di “fragilità”, sindrome di cui avete già parlato nel vostro blog. Gli indicatori clinica di questa condizione sono la debolezza, l’affaticabilità, la paura di cadere, l’instabilità, insieme a dimagramento, osteopenia per citarne solo alcuni.

 

Si può prevenire?

Al contrario della fragilità, che è una condizione irreversibile una volta comparsa, sì, la sarcopenia, se riconosciuta in tempo, si può prevenire o almeno contrastare. È un processo fisiologico di invecchiamento del muscolo, quindi non si può arrestare, tuttavia si può rallentare. In questo senso, è fondamentale che si faccia informazione.

L’invecchiamento di successo non è uno spot pubblicitario, è una condizione del corpo e della mente che si può ottenere gestendo al meglio il processo della vita. Dobbiamo quindi essere consapevoli che ciò che diveniamo invecchiando è ciò che siamo durante la nostra vita quotidiana.

 

Cosa fare per rallentare il processo?

Un’attività fisica regolare e calibrata sull’età dell’anziano e un’alimentazione con un adeguato apporto proteico ed eventualmente un’integrazione nutrizionale sono in grado di rallentare la progressione della sarcopenia.

L’anziano è per definizione complesso, poiché nella gran parte dei casi porta con se’ una serie di patologie e di farmacoterapie che possono, a volte, essere correlate alla perdita della massa muscolare. Ad esempio il diabete, a volte accompagnato da insulino resistenza e a ridotta sintesi proteica; malattie reumatiche, reumatologiche, infiammatorie, neoplasie, difficoltà masticatorie: sono tutte condizioni potenzialmente associate a sarcopenia dell’anziano.

Integratori dietetici a base di proteine, in particolar modo aminoacidi a catena ramificata, si sono dimostrati efficaci negli anziani, in particolare se associati ad una attività fisica adeguata, nel rallentare la perdita di massa muscolare.

 

Perchè fare nascere un Centro di diagnosi e cura?

Perché parliamo di una condizione, la sarcopenia, che non è una malattia, ma che se non riconosciuta e trattata in tempo, può progredire ed evolvere verso la fragilità. Perché è necessario che più specialisti si riuniscano in un team in grado di concertare i livelli di intervento: geriatra, fisiatra, neurologo, nutrizionista, fisioterapista, motricista. Il Centro Ricerca Medicina dell’Invecchiamento della Cattedra di Geriatria dell’Università di Foggia ritiene che la Sarcopenia debba essere considerata un obiettivo strategico per la promozione della salute dell’anziano e per una vera “healthy aging”.

Attraverso un approccio pluridisciplinare e trasversale, che abbracci più discipline della medicina e del campo sanitario, è possibile riconoscere e trattare la Sarcopenia.

 

Possiamo quindi confidare in una vecchiaia più sana ed attiva?

Dobbiamo farlo! La ricerca ci dimostra come lo stile di vita, la nutrizione, l’attività fisica possano contrastare in modo efficace il decadimento fisico dell’invecchiamento. Invecchiare è naturale ma invecchiare bene, richiede un pizzico di impegno e di consapevolezza in più. Ben venga la divulgazione scientifica: la Sarcopenia è ancora considerata una condizione ineluttabile e progressiva, invece va diagnosticata in tempo e opportunamente contrastata. Solo così potremo confidare in un invecchiamento naturale e sano.

 

Per maggiori informazioni:

Prof. G. Vendemiale, tel 0881 732321; segreteria 0881 733840, segreteria.medint.@unifg.it

A cura di Silvia Maculan

 

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