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SIMG e nuove collaborazioni

7 Lug 2016
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La Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) è un’associazione autonoma e indipendente nata per promuovere, valorizzare e sostenere il ruolo professionale dei medici di medicina generale, sia nella sanità italiana che nelle organizzazioni sanitarie europee e extraeuropee. L’associazione è stata fondata nel 1982, ha sede a Firenze (via del Pignoncino 9/11, 50142 Firenze). In tutta Italia si contano più di 100 sezioni provinciali e subprovinciali coordinate a livello regionale.

 

Quali sono gli obiettivi della SIMG?

L’associazione, che si propone alle istituzioni pubbliche e private quale referente scientifico-professionale della medicina generale, presta particolare attenzione alle attività di formazione, di ricerca e di sviluppo professionale continuo, anche attraverso l’accreditamento dei propri soci.

Tra i suoi obiettivi c’è anche l’istituzione di un dipartimento di insegnamento della medicina generale nelle facoltà mediche italiane, gestito da medici generali. La SIMG si muove anche a favore delle attività di ricerca clinica ed epidemiologica in medicina generale, oltre che nell’ambito delle valutazioni di qualità, operando inoltre nell’ambito editoriale, dell’Information Technology, dell’informatica, della formazione a distanza e del management della professione.

L’associazione, tesa a promuovere la collaborazione sia con enti pubblici che privati, ha rapporti con le più importanti associazioni nazionali e internazionali del settore. È membro della Federazione delle società scientifiche (F.I.S.M.).
Numerose ricerche sono svolte in collaborazione con enti ed istituzioni nazionali ed internazionali.

 

A proposito di queste numerose collaborazioni, all’interno dell’ultima rivista SIMG ce ne sono due di molto interessanti di cui vi vorremmo parlare oggi.

SIMG infatti insieme a molte autorevoli società specialistiche mette a disposizione contenuti di valore per la formazione e per l’aggiornamento della classe medica.

 

La diagnostica di laboratorio delle dislipidemie

Hanno collaborato per questo documento:

Negli ultimi anni le malattie cardiovascolari sono la principale causa di mortalità nei paesi occidentali. È stato calcolato che il numero di decessi annui attribuibili a cause cardiovascolari è almeno due volte maggiore di quelli associati a malattie oncologiche

Una pluralità di fattori di rischio, correlati o meno allo stile di vita, contribuisce all’insorgenza di malattie simili. Tra quelli modificabili, possiamo elencare il fumo di sigaretta, la poca attività fisica, abitudini alimentari errate, l’ipertensione, il diabete mellito tipo 2 e la presenza di dislipidemie. È da osservare come sia l’incidenza che la prevalenza di quest’ultimo fattore di rischio siano in forte aumento: un recente studio epidemiologico
ha evidenziato come il 35% della popolazione italiana presenti qualche forma di dislipidemia, un valore circa tre volte maggiore di quanto riportato per il diabete  2.
.
Il termine “dislipidemia” copre un’ampia gamma di condizioni correlate a un metabolismo lipidico non ottimale. Per quanto concerne la loro classificazione, si possono avere dislipidemie correlate ad altre patologie
(dislipidemie secondarie), a specifiche mutazioni (dislipidemie familiari) o ancora dovute all’interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali 4 5.

La ricerca clinica nel trattamento delle dislipidemie si è focalizzata sulla diminuzione del colesterolo totale (CT) e di quello LDL (C-LDL), grazie alla possibilità di ridurre la concentrazione plasmatica di questi metaboliti mediante intervento farmacologico e/o modifiche dello stile di vita.

 

Position Paper SIMG-FADOI-AMD sull’utilizzo di ASA a basse dosi in prevenzione cardiovascolare

Il gruppo di lavoro comprende:

L’utilizzo di acido acetilsalicilico (ASA) per la prevenzione degli eventi cardiovascolari (CV) è sostenuto da un consensus universale nei soggetti in prevenzione secondaria e, al tempo stesso, si stanno delineando crescenti spazi di utilizzo in alcune categorie di soggetti in prevenzione primaria.

La centralità e l’importanza di questa terapia, sia nei soggetti con malattia cardiovascolare sia in quelli sani ma con presenza di fattori di rischio e/o danni d’organo, hanno indotto le tre importanti società scientifiche a produrre un documento condiviso sull’appropriatezza prescrittiva di ASA, al fine di ottimizzarne l’utilizzo attraverso l’identificazione di tutti pazienti con le indicazioni al trattamento, e di migliorare l’aderenza e la persistenza terapeutica che rappresenta ancora oggi una rilevante criticità responsabile di numerosi eventi cardiovascolari evitabili.

Per approfondimenti download gratuito:

Position paper sull’utilizzo di ASA a basse dosi in prevenzione cardiovascolare

Documento di consenso La diagnostica di laboratorio delle dislipidemie

A cura di Silvia Maculan

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