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Due autorevoli documenti per l’aggiornamento medico:

dal fascicolo 3/2016 di giugno della Rivista MEDICINA GENERALE, Organo Ufficiale SIMG:

 

Position Paper SIMG-FADOI-AMD sull’utilizzo di ASA a basse dosi in prevenzione cardiovascolare

 

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Gruppo di lavoro

Ovidio Brignoli (SIMG) – Antonino Cimino (AMD) – Claudio Cricelli (SIMG) – Andrea Fontanella (FADOI) – Gerardo Medea (SIMG) – Damiano Parretti (SIMG) – Mauro Ragonese (AMD), Mauro Silingardi (FADOI)

Introduzione:

L’utilizzo di acido acetilsalicilico (ASA) per la prevenzione degli eventi cardiovascolari (CV) è sostenuto da un consensus universale nei soggetti in prevenzione
secondaria e, al tempo stesso, si stanno delineando crescenti spazi di utilizzo in alcune categorie di soggetti in prevenzione primaria.
La centralità e l’importanza di questa terapia, sia nei soggetti con malattia CV sia in quelli sani ma con presenza di fattori di rischio e/o danni d’organo, hanno
indotto tre importanti società scientifiche, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti
Ospedalieri Internisti (FADOI) e l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), a produrre un documento condiviso sull’appropriatezza prescrittiva di ASA, al fine
di ottimizzarne l’utilizzo attraverso l’identificazione di tutti pazienti con le indicazioni al trattamento, e di migliorare l’aderenza e la persistenza terapeutica
che rappresenta ancora oggi una rilevante criticità responsabile di numerosi eventi CV evitabili.

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La diagnostica di laboratorio delle dislipidemie Documento di Consenso di: Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica-Medicina di Laboratorio (SIBioC), Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA), Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)

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Introduzione:

Le malattie cardiovascolari (CV) rappresentano la principale causa di mortalità nei paesi occidentali. È stato calcolato che il numero di decessi annui attribuibili a causeCV è almeno due volte maggiore di quelli associati a malattie oncologiche 1 .Una pluralità di fattori di rischio, correlati o meno allo stile di vita, contribuisce all’insorgenza di malattia CV. Tra quelli modificabili,possiamo elencare il fumo di sigaretta, la poca attività fisica, abitudini alimentari errate,l’ipertensione, il diabete mellito tipo 2 ela presenza di dislipidemie. È da osservar ecome sia l’incidenza che la prevalenza di quest’ultimo fattore di rischio siano in forte aumento: un recente studio epidemiologico ha evidenziato come il 35% della popolazione italiana presenti qualche forma di dislipidemia, un valore circa tre volte maggiore di quanto riportato per il diabete 2 . Inoltre,tra i diversi fattori di rischio CV, la presenza di dislipidemia rappresenta quello più strettamente associato all’insorgenza di infarto miocardico 3 .Il termine “dislipidemia” copre un’ampia gamma di condizioni correlate a un metabolismo lipidico non ottimale. Per quanto concerne la loro classificazione, si possono avere dislipidemie correlate ad altre patologie(dislipidemie secondarie), a specifiche mutazioni (dislipidemie familiari) o ancora dovute all’interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali 4 5 .La ricerca clinica nel trattamento delle dislipidemie si è focalizzata sulla diminuzione del colesterolo totale (CT) e di quello LDL(C-LDL), grazie alla possibilità di ridurre la concentrazione plasmatica di questi metaboliti mediante intervento farmacologico e/o modifiche dello stile di vita. Forti evidenze mostrano come la riduzione di CT e C-LDL possa prevenire l’insorgenza di malattiaCV 6 7 ; l’avvento di nuovi farmaci 8 9 ha ulteriormente migliorato il trattamento di questi pazienti, specialmente di coloro con forme severe di ipercolesterolemia. Tra le diverse forme di dislipidemia, le iperlipidemie familiari sono spesso sotto-diagnosticate e non adeguatamente trattate 10 11 e meritano pertanto una breve discussione.

 

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