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A tu per tu con i Dott. Longhi e Papini (Manuale di Andrologia e Sessuologia)

7 Apr 2016
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Tra pochi giorni uscirà il libro Manuale di Andrologia e Sessuologia, concepito come un esempio pratico della collaborazione tra specialisti della cura della qualità di vita della coppia e dell’individuo nella sfera sessuale.

Tutte le disfunzioni sessuali maschili hanno, infatti, un risvolto psicosessuologico e la salute maschile e di coppia può esserne minacciata. Abbiamo voluto intervistare i due autori, la Dott.ssa Elena Longhi, docente della Scuola Internazionale di Specializzazione in Sessuologia U.O. Urologia dell’Ospedale San Raffaele Milano (incarico al San Gallicano a Roma) e il Dott. Alessandro Papini, Specialista in Andrologia e Urologia di Arezzo.

Ecco qualche anticipo prima di avere tra le mani il libro…

 

Come è nata questa sinergia tra un sessuologo ed un andrologo?

E. Longhi: L’idea di questo volume è nata soprattutto dall’esperienza del Centro di Medicina Sessuale dell’IRCCS San Raffaele di Milano dove, con un collega andrologo, coordino l’attività andro-sessuologica. Inoltre, vagliando la letteratura, alcuno finora si era dedicato ad una pubblicazione complessa a quattro mani.

L’interazione andrologo-sessuologo è datata da tempo sia in termini di cultura clinica sia in base all’attività clinica svolta anche come Coordinatrice del gruppo di Sessuologia all’interno della SIA (Società Italiana di Andrologia). La sinergia tra gli Specialisti permette di vagliare gli aspetti clinici, relazionali, intrapsichici, neurologici delle disfunzioni sessuali per poter offrire, al paziente e alla partner, una terapia personalizzata sul proprio stile sessuale e qualità di vita.

In un tempo dove la tecnologia del web ha diffuso molte informazioni sui contesti sessuologici, non sempre verificati scientificamente, è importante dare informazioni realistiche ed accreditate sui luoghi e le tecniche di cura. Così come l’informazione sessuologica presso le Scuole di più ordini e gradi può essere un buon veicolo per riflettere su temi delicati e complessi dell’intimità.

 

Trovate che la sinergia sia importante nel campo del trattamento delle disfunzioni sessuali?

A. Papini: Oggi lo scibile medico e quello psicologico si sono ampliati in maniera assolutamente notevole, per cui è improponibile
disporre di tutte le competenze possibili per far fronte da andrologo alle problematiche sessuologiche. E’ però vero che possiamo reciprocamente aiutarci a delimitare con chiarezza i nostri confini professionali in modo da sapere quando chiedere aiuto a competenze diverse dalle nostre.

Non solo, ma incontrarsi e parlare tra di noi ci aiuta anche a migliorare le nostre risposte ai pazienti. Personalmente ho imparato molto dai Colleghi sessuologi e questa collaborazione vissuta per la redazione del manuale è stata per me estremamente formativa.

 

Quanto influisce la tecnologia ed il web sugli adolescenti e anche sulla coppia?

A. Papini: La tecnologia ed il web sono strumenti affascinanti ed intriganti ma nella fragilità adolescenziale possono essere anche disinformativi e, quindi, fuorvianti. Oggi internet ci propone una sembianza di informazione, qualcosa che assomiglia ma non è informazione, perché rimane molto in superficie. Nel mio ambulatorio, ma l’esperienza è comune a tantissimi colleghi, vediamo adolescenti che hanno avuto esperienza negative proprio grazie alle informazioni parziali e, spesso, erronee desunte dal web. Ma l’aspetto più particolare è quello relativo alla difficoltà che dobbiamo fare per smontare certe convinzioni “autorevoli” solo in quanto ricevute dal web.

Anche per le coppie si può dire la stessa cosa, in questo caso, però, la “battaglia” per riportare le persone alla realtà scientifica è meno impegnativa.

 

Una disfunzione può creare anche un problema a livello sociale ed affettivo. Come dovrebbero agire i medici o gli psicologi?

A. Papini: Medici e psicologi devono, secondo me, continuare nel loro sforzo informativo a tutti i livelli, al fine di fa giungere le informazioni più opportune con i linguaggi più comprensibili ed avvalersi del web ma con competenze serie e scrupolose.
Infatti, ancora esistono notevoli frange di popolazione che esitano a consultare un medico per un problema sessuale o, altre volte, non sanno esattamente a chi rivolgersi.

 

La scuola potrebbe essere più aperta ed educare i bambini e gli adolescenti anche alla sessualità e ai problemi correlati?

A. Papini: La scuola ha un compito primario assolutamente importante e che già occupa completamente gli spazi ed i tempi della sua mission. La sessualità ed i problemi correlati potrebbero essere trattati dalla scuola al di fuori dei curriculum istituzionali, usufruendo delle competenze di persone esperte che hanno le conoscenze giuste e proponendosi in primis ai genitori.

Per quanto riguarda le età di iniziazione alla istruzione sessuale in senso lato non c’è una risposta , se non quella dettata dai modelli che sono propri degli adulti e che questi trasferiscono su bimbi ed adolescenti indipendentemente dalle loro richieste.

 

Avete in progetto un prossimo volume?

E. Longhi: Pur nella complessità dell’elaborazione scritta e del coordinamento fra Specialisti è importante proseguire su questa via a quattro mani. In essere è in preparazione un analogo testo sulla CHIRURGIA ANDROLOGICA E LA RIABILITAZIONE SESSUOLOGICA, che coinvolgerà andrologi e sessuologi esperti nel settore.

Il tutto per offrire un approccio clinico e sessuologico a misura del paziente e della propria Qualità di Vita.

 

A cura di Silvia Maculan

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