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Frutti di bosco e prevenzione cardiovascolare: l’importanza dei polifenoli

25 Lug 2019
polifenoli

Sul contributo dei frutti di bosco (o frutti rossi) a un’alimentazione che favorisce il benessere e salute non ci sono dubbi. Oggi quattro studi clinici, appena pubblicati e condotti in collaborazione tra università europee e statunitensi, definiscono un aspetto non trascurabile: il possibile ruolo diretto del consumo di questi frutti, nello specifico dei mirtilli, nella protezione vascolare. Non si tratta di dati epidemiologici osservazionali, quali quelli raccolti negli anni, ma della valutazione di un rapporto causa-effetto tra un parametro oggettivo di funzionalità vascolare (la dilatazione mediata dal flusso sanguigno) e la pressione sistolica, e l’assunzione di mirtilli, o di un estratto di antocianine (i polifenoli che caratterizzano tutti i frutti di bosco), a confronto con una bevanda di controllo.­­ I risultati sono incoraggianti: assumere l’equivalente di 100 grammi di mirtilli, per due volte al giorno e per 4 settimane, sembra in grado di migliorare la dilatazione arteriosa flusso-mediata e di ridurre quindi la pressione sistolica in modo significativo, in misura paragonabile a una terapia moderatamente antipertensiva.

Le premesse della ricerca sui polifenoli

La ricerca sui polifenoli è focalizzata sulle loro potenzialità antiossidanti. Con ogni probabilità, si tratta di un’attività indiretta, mediata dagli stimoli che i metaboliti esercitano nei confronti di molti meccanismi di protezione: dalla modulazione di enzimi all’inibizione di sostanze proinfiammatorie, dall’inibizione della proliferazione tumorale alla promozione della morte cellulare programmata o apoptosi, fino al mantenimento della funzionalità endoteliale. Un ventaglio di attività ben dimostrate in laboratorio ma che non è ancora stato possibile verificare nella pratica quotidiana.

Per i polifenoli dei frutti di bosco, un filone promettente e seguito da tempo si concentra inoltre sul supporto alla cognitività esercitato da una classe specifica di flavonoidi, le antocianine: alcune di esse sono ben rappresentate nei frutti rossi, e prevalenti rispetto ad altri composti. Si sa che le antocianine passano la barriera emato-encefalica e si concentrano nella corteccia e nell’ippocampo, aree cerebrali fondamentali per l’elaborazione degli stimoli cognitivi e per la memoria. I risultati sono incoraggianti, anche se non sono naturalmente definitivi, in tutte le fasce d’età (ragazzini in età scolare, giovani adulti, anziani), considerando non soltanto il consumo prolungato (almeno per 4-6 settimane) di frutti di bosco (o di estratti titolati in antocianine), ma anche gli effetti a brevissimo termine (ore) della porzione singola.

Ma gli studi osservazionali su ampi gruppi di popolazione hanno indirizzato l’interesse anche sulle potenzialità di questi frutti in protezione cardiovascolare. Basti citare l’ormai classico Nurses’ Health Study, per esempio, da cui emerge chiara l’associazione tra consumo elevato di frutti di bosco (nello specifico, mirtilli e fragole) e riduzione del rischio di infarto miocardico. Si tratta però, come già detto, di dati osservazionali, che non forniscono indicazioni sul meccanismo d’azione, né dimostrano l’esistenza di un rapporto di tipo causa-effetto, per il quale sono necessarie evidenze più solide.

Gli studi in dettaglio sull’assunzione controllata di antociani  

Gli Autori dei quattro studi appena pubblicati sul Journal of Gerontology hanno focalizzato l’attenzione sugli effetti diretti dell’assunzione controllata di antociani del mirtillo (sia da frutto intero e sia presenti nell’estratto) da parte di volontari sani, su un parametro di funzionalità vascolare, quale la dilatazione arteriosa mediata dal flusso ematico (FMD, sigla inglese per Flow-Mediated Dilation) e sulla pressione arteriosa.

Gli studi, pur condotti su gruppi ristretti di individui, hanno fornito risultati tanto favorevoli da sostenere l’opportunità di ricerche più ampie. Lo studio principale ha confrontato una bevanda preparata con 11 g di mirtilli disidratati (pari a 100 g di mirtilli freschi) in 500 mL di acqua, un estratto di sole antocianine (160 mg, pari alla quota fornita dagli 11 g di polvere di mirtilli) in 500 mL di acqua e, come controllo, una bevanda simile per colore e sapore, ma priva di antocianine, fibre, vitamine e minerali. Per le altre ricerche sono state utilizzate due ulteriori bevande, simili per colore. sapore: nella prima erano fornite solo le fibre, nella seconda solo le vitamine e i minerali, in quantità pari a quelle presenti negli 11 g di mirtilli disidratati. Lo studio principale ha valutato l’assunzione a lungo termine di antocianine del mirtillo. Due gruppi di giovani adulti sani (uomini di età media pari a 34 anni) hanno assunto (in modo randomizzato), per due volte al giorno e per 28 giorni, la bevanda a base di mirtilli disidratati, oppure la bevanda di controllo. La FMD è stata valutata prima dell’assunzione e al giorno 28; inoltre, in un sottogruppo, è stata misurata anche la pressione arteriosa nelle 24 ore. L’effetto a breve termine è stato determinato misurando la FMD (in cinque occasioni diverse), dopo 1, 2 e 6 ore dall’assunzione della bevanda a base di mirtilli disidratati, o di quella di controllo, ma anche delle altre due bevande, per stimare l’eventuale effetto delle sole fibre, o di vitamine e minerali del mirtillo.

La rilevanza clinica dei risultati

Già 2 ore dopo la prima assunzione di 160 mg di antocianine, la FMD è aumentata in media dell’1,5%; dopo 28 giorni, l’aumento era pari al 2,3%. Ma, come sottolineano anche gli Autori, «il miglioramento della FMD è stato progressivo nelle prime due settimane, per poi mantenere il plateau». Poiché però è già stato dimostrato che migliorare la FMD dell’1% riduce in modo significativo (fino al 10%) il rischio cardiovascolare, «questi risultati potrebbero assumere rilevanza clinica». Ancora: la bevanda a base di sole antocianine ha ottenuto, a breve termine, gli stessi risultati della bevanda a base di mirtilli disidratati sulla FMD, mentre le altre bevande, sia quella di controllo (neutra) e sia quelle contenenti soltanto fibre, o soltanto vitamine e minerali, non hanno avuto alcun effetto. Inoltre il consumo regolare, per due volte al giorno e per 28 giorni, della bevanda a base di mirtilli disidratati, ha ridotto di 5,6  mmHg in media la sola pressione sistolica, rispetto alla bevanda di controllo, che era simile per colore e sapore. «Questa riduzione dei valori della pressione sistolica è simile a quella comunemente osservata, per esempio, nel trattamento dell’ipertensione con ACEinibitori» commentano ancora gli Autori. «I risultati di maggior portata sono stati ottenuti con il consumo della bevanda a base di mirtilli disidratati, che fornisce tutti i componenti dei frutti interi, sottolineando ancora una volta la priorità che va data al consumo di qualunque alimento nella sua totalità». «Questo è il primo studio nel quale è stato dimostrato il legame diretto tra consumo di antocianine del mirtillo e miglioramento della funzionalità vascolare in soggetti sani» continuano gli Autori.

I risultati sono stati così incoraggianti da stimolare lo stesso gruppo a condurre un secondo studio, BluLife study, più ampio, che ha coinvolto 100 soggetti sani tra gli 8 e gli 80 anni, per verificare gli effetti sulla funzionalità vascolare in diverse classi di età e per quantificare anche l’impatto sulle capacità cognitive.

 

Per maggiori approfondimenti scarica la rivista AP&B 

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