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Microbiota e Menopausa

23 Ago 2019
Im Park

Nel periodo della menopausa la donna è esposta a importanti cambiamenti ormonali e conseguentemente fisici e psicologici.

Al termine dell’età fertile le ovaie smettono di funzionare e conseguentemente si assiste a una riduzione marcata della produzione di estrogeni. Ciò può provocare vari sintomi di natura neurovegetativa, quali vampate di calore, palpitazioni e aumenti della pressione arteriosa, sudorazione e capogiri.

La riduzione degli estrogeni rimodella anche la composizione corporea, aumentando la massa grassa soprattutto a livello addominale e determinando parallelamente un importante aumento del rischio di disturbi cardiovascolari oltre che di altre patologie, prima fra tutte l’osteoporosi.

Frequentemente si associano alla menopausa anche disturbi a livello psicologico quali umore deflesso e qualche volta disforico-irritabile, aumento dell’ansia, disturbi della concentrazione e della memoria e calo del desiderio sessuale.

Gli studi 

Diversi studi hanno evidenziato un aumento dell’incidenza di episodi depressivi maggiori a seguito della menopausa; in particolare, i risultati di studi osservazionali indicano la presenza di sintomi depressivi fino al 70% di donne in perimenopausa, in confronto a un 30% negli anni che la precedono.

Studi longitudinali hanno confermato tale osservazione suggerendo un aumento del rischio di manifestare sintomi depressivi durante la transizione fra età fertile e menopausa di 1,5-3 volte.

I fattori che determinano tale aumento del rischio sembrano essere innanzitutto le variazioni del clima ormonale, in particolare dei livelli di estrogeni e ormone follicolo-stimolante, quindi il disagio legato all’emergere dei sintomi fisici della menopausa, oltre alla presenza di eventi stressanti psicologici e sociali.

Il Microbiota intestinale

I cambiamenti ormonali osservati in menopausa si possono riflettere anche in modificazioni a carico del microbiota intestinale. Ad esempio, la somministrazione a donne in menopausa di isoflavonoidi, molecole estrogeno-simili di origine vegetale, ha determinato un aumento della concentrazione di bifidobatteri e una riduzione di clostridi, batteri patogeni la cui presenza è indicativa di disbiosi, la cui presenza è stata associata a sintomi depressivi.

Al momento tuttavia non ci sono studi che abbiano specificamente indagato l’impatto delle alterazioni del microbiota in menopausa sul rischio di depressione.

Vi sono d’altra parte numerose ricerche che hanno dimostrato quanto il cambiamento del microbiota in menopausa sia in grado di influenzare altri fenomeni patofisiologici che fanno la loro comparsa in questo periodo della vita della donna. Durante la menopausa a livello genitourinario si produce una sindrome caratterizzata da secchezza, prurito e bruciore; nel 25-50% dei casi può associarsi atrofia vaginale, con aumentata vulnerabilità alle vaginosi batteriche e di conseguenza aumentata frequenza di cistiti e uretriti. Anche le funzioni sessuali possono venire compromesse dalla riduzione della lubrificazione vaginale con associata dispareunia. Le alterazioni che si verificano a livello dei genitali esterni della donna sono profondamente influenzate dal microbiota vaginale.

Data la complessità delle relazioni fra l’organismo della donna e il microbiota, ricerche future dovranno determinare l’impatto della menopausa anche sul microbiota intestinale, nonché successivamente verificare l’efficacia di una supplementazione esterna con pre- o probiotici nell’arginare i cambiamenti metabolici e psichici che si verificano in questa fase della vita.

Per ulteriori approfondimenti scarica la rivista Microbioma e Microbiota

 

 

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