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Allergie

L’alba di una nuova era per i farmaci biologici in allergologia

14 Nov 2024
farmaci biologici allergologia

Da Italian Journal of Pediatric Allergy and Immunology, organo ufficiale SIAIP

 

Abstract

L’avvento dei farmaci biologici ha trasformato la gestione delle condizioni allergiche gravi, tra cui asma, dermatite atopica ed esofagite eosinofila. Recentemente, l’approvazione di omalizumab per il trattamento delle allergie alimentari multiple, negli Stati Uniti, ha rappresentato una svolta nel miglioramento della tolleranza e nella riduzione delle reazioni gravi. Anche dupilumab si dimostra promettente nel ridurre i livelli di IgE e la gravità dei sintomi nei pazienti con dermatite atopica e allergie alimentari, offrendo potenzialmente una strada terapeutica. Inoltre, gli studi suggeriscono il ruolo di dupilumab nell’attenuare la marcia atopica, soprattutto negli adolescenti con dermatite atopica precoce e grave, sollevando interrogativi sulla finestra ottimale di intervento e sulla durata del trattamento. L’approvazione di dupilumab per i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni apre la strada a ulteriori ricerche sulla prevenzione della marcia atopica fin dalla prima infanzia.

Parole chiave: farmaci biologici, bambini, prevenzione, marcia atopica

 

La comparsa dei farmaci biologici nel campo delle patologie allergiche ha modificato radicalmente l’approccio al trattamento di disturbi gravi che un tempo erano considerati quasi non trattabili. Questo cambiamento è particolarmente evidente nell’affrontare l’asma grave non controllata, i casi gravi di dermatite atopica (AD) e l’esofagite eosinofila1,2. Inoltre, il 15 febbraio 2024, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato una applicazione supplementare per l’anticorpo monoclonale anti-IgE omalizumab, estendendone l’uso per il trattamento di adulti e bambini di età pari o superiore a 1 anno allergici alle arachidi e ad almeno altri due alimenti, tra cui latte, uova, frumento, anacardi, nocciole o frutta a guscio3,4. Questa scoperta segna una svolta significativa nell’affrontare uno degli obiettivi principali per i pazienti altamente allergici: la possibilità di aumentare la tolleranza nei pazienti con gravi allergie alimentari multiple, ridurre il rischio di reazioni gravi e fatali dopo l’ingestione accidentale e rassicurare questi pazienti e le loro famiglie. Questa scoperta riveste una notevole importanza se si considera che, in particolare negli adulti, a causa dell’età e della gravità delle reazioni allergiche, l’unica raccomandazione è quella di evitare fortemente l’alimento, comprese le eventuali tracce, e di portare con sé l’adrenalina.

 

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