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Malattie Respiratorie

Vitamina D e salute respiratoria nel bambino: dalle evidenze alla pratica clinica

6 Ott 2026

Prof. Michele Miraglia del Giudice

Professore Ordinario di Pediatria, Responsabile Malattie Respiratorie Pediatriche e ambulatorio di Allergologia – UOC Pediatria Generale e Specialistica, AOU Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli, Italia

 

La vitamina D è tradizionalmente associata alla salute dell’osso e alla prevenzione del rachitismo, ma il suo ruolo biologico è più ampio. La presenza del recettore della vitamina D nelle cellule immunitarie e nell’epitelio respiratorio ha infatti alimentato un crescente interesse per il suo possibile coinvolgimento nella salute respiratoria del bambino.

 

VIDEO INTERVISTA • Prof. Michele Miraglia del Giudice

Nella video intervista arricchita da infografiche di sintesi, il prof. Michele Miraglia del Giudice interpreta le evidenze disponibili in chiave clinica: quali bambini meritano maggiore attenzione, quando considerare il dosaggio della 25(OH)D e come orientarsi sulla supplementazione.

 

 

Commento all’articolo “The Role of Vitamin D in Pediatric Respiratory Diseases”, pubblicato su Italian Journal of Pediatric Allergy and Immunology

 

Come approfondito nell’articolo “The Role of Vitamin D in Pediatric Respiratory Diseases”1, la vitamina D partecipa ai meccanismi dell’immunità innata e adattativa, contribuisce all’integrità della barriera epiteliale e alla produzione di peptidi antimicrobici e può interagire con i processi infiammatori e con le vie di risposta ai corticosteroidi (Fig. 1).

Figura 1. Possibili meccanismi che collegano vitamina D e salute respiratoria (Miraglia del Giudice et al., 2026, mod.1).

 

Wheezing, asma e infezioni: che cosa ci dicono le evidenze?

Diversi studi pediatrici hanno evidenziato una relazione tra bassi livelli di 25-idrossivitamina D [25(OH)D] e infezioni respiratorie, wheezing ricorrente, maggiore morbilità dell’asma e ridotta funzione respiratoria.

In particolare, nel wheezing dei primi anni di vita, bassi livelli di vitamina D sono stati associati a una maggiore frequenza di episodi respiratori, mentre gli studi sulla supplementazione in gravidanza hanno fornito risultati non sempre conclusivi.

Anche nell’asma pediatrico, concentrazioni più basse di 25(OH)D sono state correlate a un peggior controllo della malattia, a una maggiore frequenza di riacutizzazioni, a una ridotta funzione polmonare e a una maggiore esposizione ai corticosteroidi.

Per quanto riguarda le infezioni respiratorie, i segnali di beneficio della supplementazione sembrano emergere soprattutto nei soggetti con livelli basali particolarmente bassi e con una somministrazione regolare. Risultati favorevoli sono stati osservati anche in alcuni specifici contesti pediatrici, tra cui le infezioni respiratorie acute e l’otite media ricorrente.

Nel complesso, la vitamina D va quindi considerata un fattore nutrizionale e immunologico rilevante per la salute respiratoria pediatrica, piuttosto che un trattamento autonomo dell’asma o delle infezioni respiratorie ricorrenti.

 

Dalle evidenze alla pratica

Il punto centrale è distinguere associazione, causalità ed efficacia terapeutica. La carenza di vitamina D può essere interpretata come un fattore di vulnerabilità modificabile, la cui rilevanza dipende dal bambino e dal contesto clinico.

Il dosaggio della 25(OH)D non è indicato come screening routinario, ma può essere preso in considerazione sulla base del quadro clinico e della presenza di specifici fattori di rischio.

La valutazione deve quindi essere orientata al singolo bambino, considerando le condizioni che possono aumentare la probabilità di una carenza. Tra queste rientrano obesità, ridotta esposizione solare, malassorbimento, restrizioni alimentari, alcune patologie croniche o terapie che interferiscono con il metabolismo della vitamina D.In questa prospettiva, l’attenzione allo stato vitaminico D si inserisce nella valutazione complessiva della salute respiratoria del bambino. Prevenire e correggere la carenza, soprattutto nei soggetti con specifici fattori di rischio, consente di intervenire su un elemento potenzialmente modificabile, mantenendo un approccio individualizzato e coerente con il quadro clinico.

 

MESSAGGI CHIAVE

  • La carenza di vitamina D può rappresentare un fattore di vulnerabilità modificabile nella salute respiratoria del bambino.
  • La valutazione dello stato vitaminico e la correzione della carenza vanno inserite in una presa in carico complessiva e individualizzata.
  • L’obiettivo è prevenire e correggere la carenza, con particolare attenzione ai bambini con fattori si rischio.

 

Bibliografia

  1. Miraglia del Giudice M, Klain A, Dinardo G, et al. The Role of Vitamin D in Pediatric Respiratory Diseases. Italian Journal of Pediatric Allergy and Immunology 2026; 40. https://doi.org/10.53151/2531-3916/2026-2659
  2. Saggese G, Vierucci F, Prodam F, et al. Vitamin D in pediatric age: consensus of the Italian Pediatric Society and the Italian Society of Preventive and Social Pediatrics, jointly with the Italian Federation of Pediatricians. Ital J Pediatr 2018;44:51. https://doi.org/10.1186/s13052-018-0488-7.

 

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