Update per il Pediatra
Dermatologia

Un emolliente riparatore utile al trattamento del prurito anche dopo la guarigione della scabbia

12 Mag 2025
Scabbia

Dott. Vincenzo Piccolo1;  Dott. Piercarlo Salari2

1 Responsabile del Servizio di Dermatologia pediatrica – Università della Campania Luigi Vanvitelli, Napoli; 2 Pediatra e divulgatore medico scientifico – Milano

 

Nell’ambito delle malattie cutanee, l’associazione più immediata del prurito è senza dubbio da riferire alle molteplici forme di eczema, dermatite atopica in primis. Il prurito, infatti, rappresenta il sintomo cardine di queste condizioni, la cui diffusione in età pediatrica è aumentata negli ultimi decenni, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita. Un’altra patologia da considerare è la scabbia, la cui lesione patognomonica, il cunicolo, è un elemento fondamentale per la diagnosi. Nella realtà attuale, tuttavia, il pediatra non deve pensare che la scabbia sia appannaggio solo dei Paesi in via di sviluppo (dove interessa il 5-10% dei bambini) e pertanto deve includerla nella diagnostica differenziale del prurito.

Come ha evidenziato il dott. Andrea Bassi (UO Dermatologia, AO Toscana Nord Ovest, Lucca) nel suo intervento al VI Workshop di Dermatologia Pediatrica, svoltosi a Napoli l’8 e 9 marzo scorsi, anche nel nostro Paese si sta osservando un incremento dei casi di scabbia, comprese le forme resistenti alla permetrina, trattamento di prima linea raccomandato dalle linee guida. Le cause di questo fenomeno non sono chiare, ma il suggerimento dello specialista è di non insistere con ripetuti trattamenti, bensì di cambiare strategia mediante altre due opzioni terapeutiche raccomandate, ivermectina o benzoato di benzile. Nella pratica quotidiana, oltre agli aspetti gestionali e preventivi, questa patologia pone spesso il pediatra di fronte alla problematica del cosiddetto “prurito post-scabbioso”, che può permanere per 4-6 settimane anche dopo l’eradicazione dell’acaro, causando disagio, compromettendo la qualità del sonno e generando una notevole preoccupazione nei genitori e nello stesso paziente. Inoltre, grattandosi, il bambino può sviluppare sovrainfezioni, in particolare stafilococciche, che alterano il microbioma e la barriera cutanea, innescando ulteriori processi infiammatori. In definitiva, malgrado la differente eziopatogenesi, la secchezza cutanea e il prurito della scabbia presentano un curioso parallelismo con il quadro della dermatite atopica. In tale contesto, un’esigenza particolarmente avvertita dal pediatra è quella di suggerire una strategia di facile attuazione, efficace e ben tollerata: requisiti soddisfatti da una formulazione dermocosmetica ad azione emolliente di cui saranno a breve descritti gli aspetti formulativi.

 

Breve focus sul prurito post-scabbia

Il prurito post-scabbia è generalmente causato da una combinazione di fattori, tra cui, in particolare, una reazione infiammatoria residua che può persistere anche dopo l’eliminazione degli acari. I detriti degli acari stessi possono fungere da ulteriore stimolo per il sistema immunitario, inducendo una reazione da ipersensibilità ritardata. Un’altra causa non trascurabile del prurito post-scabbia è l’utilizzo prolungato di acaricidi, che determinano spesso una dermatite da contatto irritante diffusa, nonché una secchezza cutanea. La diagnosi impone l’esclusione di una reinfestazione attraverso un attento esame clinico e, se necessario, attraverso approfondimenti diagnostici come la dermoscopia o l’analisi microscopica dei campioni cutanei.

 

In sintesi

L’aumento dei casi di scabbia in Italia ha delle cause ancora poco chiare e pone al pediatra il problema del “prurito post-scabbioso”, che compromette il benessere del paziente. Il prurito post-scabbia è causato da vari fattori e può persistere anche dopo l’eliminazione degli acari.

 

Le prerogative di un emolliente riparatore e anti prurito

Un emolliente riparatore e anti prurito, grazie alla sua formulazione a base di Burro di karitè, Olio di canola, Glicerina, Acqua termale, Niacinamide, Aqua Posae Filiormis e Microresyl, agisce modulando e riequilibrando il microbiota cutaneo. In particolare, esso riduce la colonizzazione da Staphylococcus Aureus, offrendo un’azione lenitiva particolarmente utile nel caso specifico della dermatite atopica. Contrastando il grattamento e le riacutizzazioni, tale emolliente contribuisce anche a ridurre i costi assistenziali. Come riportato da uno dei 71 studi clinici pubblicati (Dumbuya et al.), già dopo 4 settimane di trattamento si evidenzia un miglioramento sintomatico significativo che aumenta e si mantiene nel tempo: in particolare, dopo 10 settimane si è osservata una riduzione di oltre l’80% della gravità della xerosi, dell’intensità del prurito (con un sollievo maggiore nei pazienti di colore) e dell’impatto sulla qualità di vita. Il preparato è indicato per tutte le fasce d’età e per tutti i fototipi. A tale riguardo va ricordato che i pazienti con fototipo scuro (Fitz IV-VI) con dermatite atopica avvertono una maggiore sensazione di prurito, mentre i pazienti con fototipo chiaro (Fitz I-III) con xerosi riportano una peggiore qualità di vita. L’emolliente può essere impiegato da solo, in terapia aggiuntiva con corticosteroidi (riducendone il consumo) o come coadiuvante ad altre terapie farmacologiche (dupilumab, ciclosporina A, JAK inibitori).

 

In sintesi

Un emolliente riparatore riequilibra il microbiota cutaneo e riduce il prurito, migliorando la qualità della vita. Esso è indicato per tutte le fasce d’età e per tutti i fototipi.

 

Un’esperienza pratica

Il caso clinico qui riportato rispecchia in maniera paradigmatica una problematica che il pediatra si trova spesso a gestire dopo il trattamento di un paziente con scabbia: il prurito. Si tratta di una ragazza quindicenne, sana e senza comorbilità, tornata alla visita di controllo programmata dopo una terapia con benzoato di benzile al 25%. Nonostante la guarigione, confermata dall’assenza di cunicoli residui all’esame dermatoscopico (senza necessità di ulteriori indagini), residuava una sintomatologia pruriginosa, meritevole di attenzione anche se meno intensa rispetto all’esordio. La ragazza presentava infatti xerosi marcata, lesioni eritemato-desquamative ed escoriazioni da grattamento, localizzate prevalentemente all’addome e agli arti inferiori, dove era presente un eritema improntabile. Lo score DASI (Dryness Area Severity Index), semplice e immediato strumento di valutazione clinica basato su quattro parametri (numero di vescicole per centimetro quadrato, eritema, desquamazione e prurito) ed elaborato nell’eczema disidrosico, è risultato di 4 su un massimo di 60, indicando una secchezza di lieve entità. Escluse altre condizioni (eczema, strofulo, prurigo nodulare), inclusa la persistenza della scabbia, si è posta la diagnosi conclusiva di prurito post-scabbioso e si è prescritto l’emolliente precedentemente descritto. Il follow-up ha consentito di raccogliere l’outcome della paziente, che ha evidenziato i seguenti apprezzamenti sul preparato: tollerabilità molto alta, facilità di applicazione, assorbimento rapido, idratazione cutanea elevata e protratta senza sensazione di appiccicosità.

 

In sintesi

Le caratteristiche del preparato evidenziate sono tollerabilità molto alta, facilità di applicazione e assorbimento rapido, oltre a idratazione cutanea elevata e protratta senza la sensazione di appiccicosità.

 

Osservazioni conclusive

Il prurito post-scabbia è una condizione comune che può persistere nonostante l’eradicazione degli acari responsabili dell’infestazione. Se per i pazienti può essere causa di frustrazione, per il pediatra può comportare una sfida. L’impiego di emollienti dermatologicamente testati, come quello oggetto della presente trattazione, può colmare un vuoto terapeutico e offrire dei vantaggi in termini non soltanto di miglioramento sintomatologico, ma anche di risparmio economico.

 

Bibliografia

  • Vocks E, Plötz SG, Ring J. The Dyshidrotic Eczema Area and Severity Index – A score developed for the assessment of dyshidrotic eczema. Dermatology 1999;198:265-269. https://doi.org/10.1159/000018127
  • Dumbuya H, Podimatis K, Kerob D, et al. INDIVIDUAL ARTICLE: Efficacy of a Prebiotic Skincare Regimen on Improving Mild Atopic Dermatitis and Severe Xerosis in Diverse Ethnically Patients. J Drugs Dermatol 2024;23:SF395747s12-SF395747s22.
  • Magnolo N, Jaenicke T, Tsianakas A, et al. Comparison of different skin care regimens in patients with moderate to severe atopic dermatitis receiving systemic treatment: A randomized controlled trial. J Eur Acad Dermatol Venereol 2023;37 Suppl 5:18-26. https://doi.org/10.1111/jdv.18949
  • Zelenkova H, Kerob D, Salah S, et al. Impact of daily use of emollient ‘plus’ on corticosteroid consumption in patients with atopic dermatitis: An open, randomized controlled study. J Eur Acad Dermatol Venereol 2023;37 Suppl 5:27-34. https://doi.org/10.1111/jdv.18947
  • Cabout E, Eymere S, Launois R, et al. Cost Effectiveness of Emollients in the Prevention of Relapses in Atopic Dermatitis. Clin Cosmet Investig Dermatol 2020;13:987-996. https://doi.org/10.2147/CCID.S279233
  • Leung AKC, Lam JM, Leong KF. Scabies: A Neglected Global Disease. Curr Pediatr Rev 2020;16:33-42. https://doi.org/10.2174/1573396315666190717114131
  • Sharaf MS. Scabies: Immunopathogenesis and pathological changes. Parasitol Res 2024;123:149. https://doi.org/10.1007/s00436-024-08173-6

 

 

Le informazioni che si trovano in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la consultazione con il proprio medico.

Pacini Editore Srl
via Gherardesca 1, 56121 Pisa • cod.fisc, p.iva, reg.imp.prov.pi 00696690502 • Cap.soc.iv. 516.000 euro
Copyright © 2015. All Rights Reserved.
Cookie Policy | Privacy policy | Politiche Aziendali
Progetto finanziato nell’ambito del PNRR dall’Unione europea – Next Generation EU