Update per il Pediatra
Allergie

L’allergia alimentare nell’ultimo decennio: anche in Italia il trend è in notevole aumento

5 Set 2024
allergia-alimentare

a cura di Piercarlo Salari, pediatra e divulgatore medico scientifico – Milano

 

Da tempo nei documenti scientifici si afferma che l’allergia alimentare (AA), già in sé una tra le allergopatie più frequenti in età evolutiva, sia diventata un problema di salute pediatrica di notevole rilevanza in numerosi Paesi occidentali e si teorizza che la sua prevalenza abbia registrato un incremento significativo nell’ultimo ventennio, con la documentazione in età prescolare di tassi fino al 10%. Nel corso del tempo si sono osservati anche dei cambiamenti significativi nei modelli di sensibilizzazione allergica e nelle manifestazioni dell’AA, per esempio con riscontri di un ampliamento della gamma di alimenti allergenici e di una maggiore gravità delle reazioni.

 

Un quadro epidemiologico nazionale lacunoso

Nell’ambito dell’AA pediatrica, la disponibilità di dati epidemiologici aggiornati è fondamentale non soltanto per migliorare la consapevolezza della problematica e del suo impatto a livello clinico e sociale, ma anche per promuovere lo sviluppo di strategie mirate di gestione e di prevenzione. La conoscenza dello scenario nazionale, purtroppo, si è sempre basata su casi segnalati e non su indagini sistematiche di popolazione. In tale contesto è perciò importante il contributo di uno studio retrospettivo, EPIFA (Epidemiology of Paediatric Italian Food Allergy), primo del genere in Italia, che è stato svolto in Campania con la specifica finalità di monitorare l’andamento dell’AA dal 2009 al 2021, in collaborazione con 20 pediatri di famiglia.

 

I risultati dello studio

Il progetto EPIFA, coordinato dall’Università di Napoli Federico II, ha raccolto cumulativamente oltre 105mila soggetti (fascia d’età 0-14 anni), nei quali sono stati diagnosticati 752 casi di AA. Dal 2009 al 2021 si è registrato un incremento progressivo sia dell’incidenza sia della prevalenza della AA: la prima, al termine del periodo di studio, è aumentata del 34%, mentre la prevalenza è salita al 113,6%, con un picco sorprendente (pari a quasi il 121%) nella fascia di età 0-3 anni.
In linea con precedenti evidenze della letteratura scientifica, per quanto riguarda la fisiopatogenesi dell’AA si è convalidato il ruolo della predisposizione genetica, suggerito dalla maggiore prevalenza di AA nei soggetti maschi con familiarità per atopia; le manifestazioni cliniche hanno interessato il più delle volte la cute e il tratto gastrointestinale rispetto all’apparato respiratorio, mentre gli allergeni più comuni si sono confermati il latte vaccino e l’uovo, con un incremento non trascurabile di noci, pesca e soia.

 

Considerazioni e ricadute per la pratica clinica

Come riconoscono gli stessi autori, il principale limite dello studio è l’estensione alla sola Campania – benché essa si collochi tra le regioni a più alta densità di abitanti – e a un numero circoscritto di pediatri di famiglia. In mancanza, tuttavia, di altre informazioni, questi dati costituiscono una risorsa preziosa non soltanto perché acquisiti con una metodologia rigorosa, ma anche e soprattutto perché si pongono in sintonia con l’andamento epidemiologico di altri Paesi e impongono una revisione delle politiche di salute e di informazione pubblica.
Per quanto riguarda, in particolare, la prevenzione primaria, vale la pena di ricordare che l’ampia diatriba sul timing di introduzione degli alimenti, a cui hanno partecipato numerosi studiosi nell’ultimo decennio, non è risultata conclusiva. In altre parole, l’eliminazione dalla dieta della madre durante la gravidanza o l’allattamento di cibi solidi allergizzanti e l’introduzione ritardata di tali alimenti nella dieta dei bambini dopo il primo anno di vita si sono dimostrati inefficaci nella prevenzione dell’AA e pertanto non sono più raccomandati dalle linee guida internazionali. Allo stesso modo, non ci sono evidenze che un’esposizione molto precoce (prima del quarto mese d’età) a questi allergeni possa prevenire l’AA (allo stato attuale prove convincenti di tale pratica sono disponibili solo per le arachidi nei bambini ad alto rischio tra i 4 e gli 11 mesi di vita, ma non per la maggior parte degli altri allergeni alimentari).
Pertanto, in linea con le recenti linee guida sulla prevenzione, è raccomandata una graduale introduzione di tutti i cibi a partire dal sesto mese di vita, in maniera progressiva nel corso del primo anno di età. È in ogni caso fondamentale per il pediatra, alla luce del trend epidemiologico dell’AA, prestare la dovuta attenzione a eventuali elementi di rilevanza clinica e perseguire un approccio diagnostico e dietetico corretto e personalizzato, al fine di evitare nei pazienti possibili deficit nutrizionali, migliorare la qualità di vita e ottimizzare il costo del trattamento.

 

Riferimenti bibliografici

  • Nocerino R, Carucci L, Coppola S, et al. Epidemiology of Paediatric Italian Food Allergy: Results of the EPIFA study. J Allergy Clin Immunol Glob 2024;3:100246. https://doi.org/10.1016/j.jacig.2024.100246
  • de Silva D, Halken S, Singh C, et al. Preventing food allergy in infancy and childhood: Systematic review of randomised controlled trials. Pediatr Allergy Immunol 2020;31:813-826. https://doi.org/10.1111/pai.13273
  • Kim M, Lee JY, Jeon HY, et al. Prevalence of Immediate-Type Food Allergy in Korean Schoolchildren in 2015: A Nationwide, Population-based Study. Allergy Asthma Immunol Res 2017;9:410-416. https://doi.org/10.4168/aair.2017.9.5.410
  • Gargano D, Appanna R, Santonicola A, et al. Food Allergy and Intolerance: A Narrative Review on Nutritional Concerns. Nutrients 2021;13:1638. https://doi.org/10.3390/nu13051638

 

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF

 

 

 

Le informazioni che si trovano in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la consultazione con il proprio medico.

Pacini Editore Srl
via Gherardesca 1, 56121 Pisa • cod.fisc, p.iva, reg.imp.prov.pi 00696690502 • Cap.soc.iv. 516.000 euro
Copyright © 2015. All Rights Reserved.
Cookie Policy | Privacy policy | Politiche Aziendali
Progetto finanziato nell’ambito del PNRR dall’Unione europea – Next Generation EU