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Salute e Sanità

Dalla gravidanza ai primi anni di vita: cosa raccontano i nuovi dati ISS

10 Giu 2026
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I primi anni di vita rappresentano una fase cruciale per la salute del bambino. È in questo periodo che si pongono le basi dello sviluppo fisico, cognitivo e relazionale e che molte azioni di prevenzione possono avere il maggiore impatto. Per questo meritano attenzione i risultati dell’ultima rilevazione della Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni, promossa dal Ministero della Salute e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità.

L’indagine, che ha coinvolto oltre 64.000 madri di bambini fino a 2 anni di età, evidenzia segnali incoraggianti rispetto alla precedente rilevazione del 2022. Migliorano infatti molti dei comportamenti che influenzano la salute nei primi anni di vita, ma gli standard raccomandati restano ancora lontani e persistono importanti differenze territoriali e sociali.

 

Prevenzione in gravidanza: il nodo resta la tempestività

I comportamenti a rischio durante la gravidanza mostrano un andamento incoraggiante: sempre meno donne riferiscono di fumare o consumare alcol. Più complesso, invece, il tema dell’acido folico. Sebbene il suo utilizzo sia ormai ampiamente diffuso, solo il 35,4% delle donne lo assume nei tempi raccomandati, ovvero prima del concepimento e nelle prime settimane di gestazione.

 

Allattamento e sostegno alla genitorialità: luci e ombre

Tra gli indicatori monitorati nei primi mesi di vita rientra anche l’allattamento al seno. Nel pool delle Regioni partecipanti, il 48,2% dei bambini di 2-3 mesi riceve un allattamento esclusivo, con differenze significative tra le diverse aree del Paese.

La sorveglianza evidenzia inoltre come il sostegno alle famiglie dopo la nascita possa essere ulteriormente rafforzato. Se gli incontri di accompagnamento alla nascita coinvolgono una quota elevata di madri, risultano ancora poco diffuse le visite domiciliari nel periodo post-partum, mentre l’utilizzo del congedo paterno interessa poco più della metà dei padri.

 

Schermi e lettura: due facce dello stesso fenomeno

L’esposizione ai dispositivi digitali compare già nei primi mesi di vita. Tra i 2 e i 5 mesi, il 14,6% dei bambini trascorre del tempo davanti a televisione, smartphone, tablet o computer, una percentuale destinata ad aumentare con l’età.

Parallelamente, oltre la metà dei bambini della stessa fascia d’età non ha avuto occasioni di lettura condivisa nella settimana precedente l’intervista. Due aspetti che offrono una fotografia dell’ambiente relazionale e degli stimoli proposti al bambino fin dai primi mesi di vita.

 

La salute non parte dalle stesse condizioni

Dietro molti degli indicatori analizzati emerge un elemento comune: non tutti i bambini crescono nelle stesse condizioni. Per numerosi aspetti, dall’assunzione appropriata di acido folico all’allattamento, fino alla lettura in famiglia e all’esposizione agli schermi, si osservano differenze significative legate all’area geografica e alle caratteristiche socioeconomiche delle famiglie.

Come sottolineato dall’ISS, le disuguaglianze tendono a manifestarsi precocemente e ad ampliarsi nei primi anni di vita, influenzando il benessere lungo tutto il corso dell’esistenza.

 

Il ruolo del pediatra

I risultati della sorveglianza confermano il valore del counseling pediatrico nei primi anni di vita. Sostenere corretti stili di vita in gravidanza, sensibilizzare sull’uso appropriato dei dispositivi digitali, incoraggiare la lettura precoce e supportare la genitorialità rappresentano strumenti concreti per accompagnare le famiglie e per contribuire a ridurre le disuguaglianze di salute fin dalle prime fasi della crescita.

 

La redazione Pacini Medicina

 

 

Fonte

Istituto Superiore di Sanità. Da fumo e alcol in gravidanza all’uso degli schermi: migliorano i comportamenti nei ‘primi 1000 giorni’, ma lontani dagli standard soprattutto al Sud. https://www.iss.it/-/zerodueanni26

 

 

 

 

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