Medicina di Famiglia e Specialistica
Malattie Cardiovascolari

“Per un cuore sano, conta ogni centimetro“: la nuova campagna nazionale di prevenzione cardiometabolica

18 Feb 2025
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a cura di Piercarlo Salari, medico e divulgatore medico scientifico – Milano

 

 

L’obesità e il sovrappeso rappresentano oggi una delle principali sfide sanitarie, con un impatto significativo sul rischio cardiometabolico, e impongono una costante sorveglianza: basti pensare che in Italia, come riporta l’Istituto Superiore di Sanità, la percentuale di individui in eccesso ponderale aumenta parallelamente all’età (in particolare, il sovrappeso sale dal 14% nella fascia 18-24 anni al 46% tra i 65-74 anni e la prevalenza di obesità rispettivamente dal 2,3% al 15,3%) e che le malattie cerebro- e cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte (30,8% di tutti i decessi). Altrettanto preoccupante è la prevalenza di obesità nella popolazione pediatrica: nel 2024, infatti, quasi il 20% dei bambini è risultato sovrappeso e circa il 10% obeso.

“Per un cuore sano, conta ogni centimetro“ è la prima campagna nazionale mirata a ridisegnare la prevenzione delle patologie cardiometaboliche causate dall’obesità e dal sovrappeso: presentata recentemente a Roma e promossa dalla Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC) con il patrocinio del Ministero della Salute e il supporto di 18 società scientifiche e associazioni di pazienti, è un progetto ambizioso che offre strumenti pratici divulgati attraverso i canali web e social e che si protrarrà nel corso dell’anno, passando dalla Giornata Mondiale dell’Obesità a marzo fino alla Giornata Mondiale del Cuore a settembre.

 

Per la prevenzione basta un metro da sarto

La campagna “Per un cuore sano, conta ogni centimetro” mira a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della consapevolezza, ponendo una domanda chiave: è possibile valutare la salute del cuore e stimare il rischio di sviluppare malattie cardiometaboliche associate a sovrappeso e a obesità? Malgrado l’apparente complessità, la risposta è immediata: la misurazione della circonferenza vita è uno strumento semplice e al tempo stesso efficace per valutare il rischio cardiometabolico. Per stimare il rischio cardiometabolico, in pratica, è sufficiente compiere quattro semplici azioni che il medico di famiglia ha l’opportunità di mostrare al proprio paziente, invitandolo poi a fare altrettanto in autonomia: utilizzare un metro da sarto, posizionarsi in piedi senza abiti o cinture che comprimano l’addome, avvolgere il metro attorno alla vita all’altezza dell’ombelico e annotare la misura senza stringere eccessivamente. Il valore rilevato aiuta a identificare precocemente i soggetti a rischio e a indirizzarli verso delle strategie di prevenzione e di trattamento adeguate.

 

Al cuore del rischio

Il tessuto adiposo non è soltanto un deposito di energia, ma svolge delle importanti funzioni endocrine: “L’accumulo di grasso viscerale, in particolare, è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete mellito di tipo 2, epatopatie, insufficienza renale cronica, alcune forme di cancro e patologie polmonari” ricorda Paolo Magni, Presidente del Comitato Scientifico FIPC e Professore presso l’Università degli Studi di Milano. “Il grasso addominale viscerale, attraverso il rilascio di mediatori proinfiammatori, può alterare il metabolismo glucidico, promuovendo resistenza all’insulina, e lipidico, con un profilo metabolico che aumenta il rischio di aterosclerosi e di disfunzione endoteliale nelle arterie. Per questi motivi, la valutazione dell’entità del tessuto adiposo addominale viscerale con la misurazione della circonferenza vita è di notevole utilità”.

Un altro aspetto rilevante sono le differenze di genere, che svolgono un ruolo cruciale nella distribuzione del grasso corporeo. Nelle donne, infatti, gli estrogeni esplicano un effetto protettivo fino alla menopausa, dopo la quale il grasso comincia ad accumularsi a livello addominale. Negli uomini, invece, la riduzione del testosterone già dalla mezza età favorisce la deposizione di grasso viscerale. Comprendere queste dinamiche aiuta a personalizzare le strategie di prevenzione.

 

Una sfida ambiziosa ma non impossibile

Il successo nella lotta all’obesità, come già anticipato, richiede un approccio multidisciplinare e il coinvolgimento di istituzioni, società scientifiche e operatori sanitari, la cui stretta collaborazione è fondamentale per garantire una maggiore efficacia degli interventi preventivi e terapeutici.

Uno degli ostacoli alla corretta informazione sulla salute è la diffusione di fake news: contrariamente a quanto si crede, l’obesità non è solo una questione di volontà, ma una malattia complessa influenzata da fattori genetici, ambientali e socioeconomici. Allo stesso modo, convinzioni errate sulla nutrizione, come l’idea che la pasta faccia ingrassare, che alcuni alimenti “brucino i grassi”, che le intolleranze promuovano sovrappeso o che per dimagrire sia sufficiente fare esercizi addominali o saltare i pasti, possono ostacolare un approccio corretto alla dieta.

Per promuovere la salute cardiometabolica è invece essenziale adottare cinque comportamenti salutari:

  • seguire una dieta equilibrata, che aiuta a prevenire patologie cardiovascolari e metaboliche;
  • praticare attività fisica regolare, che migliora il metabolismo e riduce il grasso viscerale;
  • gestire lo stress, azione cruciale per prevenire alterazioni ormonali che favoriscono l’accumulo di peso;
  • smettere di fumare, che contribuisce a migliorare il metabolismo e a ridurre il rischio cardiovascolare;
  • aderire alle indicazioni mediche, che permette di monitorare e di gestire in modo ottimale il proprio stato di salute.

 

Riflessioni conclusive

L’obesità è una condizione multifattoriale che richiede un approccio integrato. La prevenzione primaria si basa sulla promozione di uno stile di vita sano, sulla consapevolezza e sull’adozione di abitudini corrette. La campagna “Per un cuore sano, conta ogni centimetro” rappresenta quindi un’opportunità concreta per sensibilizzare la popolazione e supportare i medici di famiglia nella loro attività insostituibile di educazione alla salute.

 

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