Medicina di Famiglia e Specialistica
Malattie Cardiovascolari

Aderenza alla terapia ipolipemizzante e confezioni da più compresse: un legame da valorizzare

12 Feb 2026
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La continuità della terapia ipolipemizzante è essenziale per ridurre il rischio cardiovascolare, ma fino a un paziente su due interrompe il trattamento nei primi mesi. Un aspetto apparentemente secondario, come la dimensione della confezione prescritta, può invece incidere in modo concreto sulla regolarità della terapia. Per esplorare questo tema in modo immediato e chiaro, oltre a un breve articolo di approfondimento, è disponibile una videoinfografica che offre una panoramica sui vantaggi clinici di questa scelta prescrittiva.

 

Aderenza: una questione di efficacia e di semplicità

Nel trattamento delle malattie cardiovascolari, migliorare l’aderenza terapeutica è una delle strategie più efficaci per ridurre complicanze, ospedalizzazioni e costi sanitari. Come sottolinea l’OMS, aumentare la regolarità con cui i pazienti assumono i farmaci può avere un impatto sulla salute pubblica maggiore di molti progressi nell’ambito delle terapie farmacologiche.

Essere “aderenti” non significa solo seguire una prescrizione, ma mantenere nel tempo una relazione consapevole e continuativa con la terapia. Eppure, fino al 50% dei pazienti interrompe i trattamenti a lungo termine entro il primo anno, limitando i benefici clinici anche delle terapie più efficaci.

 

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Statine e continuità di cura, una sfida ancora aperta

La terapia ipolipemizzante con statine ha rivoluzionato la prevenzione cardiovascolare, ma la sua efficacia dipende in larga parte dalla costanza del trattamento.
Diversi studi mostrano che una quota consistente di pazienti, compresa tra il 25 e il 50%, non mantiene un’aderenza adeguata. La riduzione dell’aderenza, spesso evidente   già nei primi mesi, tende a peggiorare progressivamente negli anni, con un impatto diretto sui livelli di colesterolo LDL e sul rischio di eventi cardio- e cerebrovascolari.

Migliorare l’aderenza alle statine del 50% significherebbe, secondo le stime, raddoppiare la riduzione dei decessi cardiovascolari. Tuttavia, la mancata percezione immediata dei benefici, la paura degli effetti collaterali e la complessità delle terapie contribuiscono a un’aderenza ancora troppo bassa.

 

Il fattore “confezione”

Un elemento spesso trascurato è la durata della confezione prescritta. Uno studio condotto presso il Denver Health Medical Center su oltre 3.000 pazienti ha mostrato che chi riceveva confezioni da 60

 compresse presentava tassi di aderenza più elevati e una riduzione più marcata dei livelli di colesterolo rispetto a chi assumeva confezioni da 30 giorni. Anche l’esperienza australiana, dove dal 2023 alcuni farmaci per patologie croniche vengono prescritti per 60 giorni di terapia, conferma che una maggiore disponibilità di dosi facilita la continuità di trattamento e riduce la pressione economica sui pazienti.

 

Piccoli cambiamenti, grandi benefici

Rendere più semplice la gestione quotidiana della terapia — ad esempio attraverso confezioni di durata maggiore — può favorire l’aderenza e migliorare i risultati clinici.
Interventi apparentemente minimi, come la possibilità di ridurre la frequenza delle prescrizioni o semplificare la routine di assunzione, possono tradursi in un maggiore senso di controllo da parte del paziente e in una più stretta collaborazione con il medico.
Un gesto semplice, ma potenzialmente decisivo, per sostenere la prevenzione cardiovascolare e garantire che i benefici della terapia ipolipemizzante si traducano davvero in salute per i pazienti.

 

Riferimenti bibliografici

  • Pelliccia F, et al. L’impatto della non aderenza alle terapie farmacologiche sulla qualità dell’assistenza e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. Focus sulle malattie cardiovascolari. Recenti Progressi in Medicina (2016) 107 (1 Suppl. 1)
  • Sabaté E (ed). Adherence to long-term therapies: evidence for action. Geneva: World Health Organization, 2003.
  • https://www.aifa.gov.it/-/aderenza-alle-terapie-e-strategie-per-migliorare-l-uso-sicuro-ed-efficace-dei-farmaci
  • Del Ben M, et al. Aderenza alla terapia ipolipemizzante: problemi e possibili soluzioni. Giornale Italiano dell’Arteriosclerosi (2022) 13 (1): 44-52
  • Bellia A, et al. Osservatorio sull’aderenza alla terapia ipolipemizzante nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. GIHTAD (2023) 16:1
  • Kristiansen O, et al. The relationship between directly measured statin adherence, self-reported adherence measures and cholesterol levels in patients with coronary heart disease. Atherosclerosis (2021) 336: 23-29
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  • IQVIA White Paper. Implications of the Introduction of 60-Day Prescribing in Australia. 2023
  • Batal HA, et al. Impact of prescription size on statin adherence and cholesterol levels. BMC Health Services Research (2007) 7:175
  • Trends in metabolism. Update su atorvastatina: 15 risposte per un’ottimale gestione del paziente a rischio cardiovascolare. Con il contributo scientifico della Dottoressa Olga Eugenia Disoteo. Dcumenta,  Volume II, n. 2, 2024.

 

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