Medicina di Famiglia e Specialistica
Malattie Cardiovascolari

Vitamina D e salute cardiovascolare: un approccio personalizzato alla integrazione con vitamina D nel paziente con patologia cardiovascolare

4 Apr 2025

La vitamina D è da tempo al centro dell’interesse clinico, ma il suo ruolo nella salute cardiovascolare è oggi oggetto di un rinnovato approfondimento. In questo contributo, la prof.ssa Anna Vittoria Mattioli ci offre un’analisi approfondita tra evidenze scientifiche, indicazioni pratiche e approccio personalizzato all’integrazione nei pazienti con patologie cardiovascolari. Attraverso una videointervista esclusiva e una infografica sintetica è possibile cogliere rapidamente gli aspetti clinicamente rilevanti.

Prof.ssa Anna Vittoria Mattioli
Cardiologa, professore ordinario Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, Università di Bologna
Vicepresidente dell’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari

Qual è il ruolo della vitamina D nella salute cardiovascolare?

La vitamina D non è solo una vitamina, ma agisce anche come un ormone. Tale concetto è stato ribadito sia nelle recenti Linee guida della Società Internazionale di Endocrinologia sia nel Documento di Consenso pubblicato dagli esperti dell’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari (INRC). La vitamina D dopo essere stata attivata nei reni e in altri tessuti, regola numerosi processi biologici, inclusa la modulazione della pressione arteriosa e della funzione endoteliale. La sua azione sul sistema renina-angiotensina-aldosterone contribuisce al mantenimento della pressione arteriosa normale, mentre i suoi effetti antinfiammatori e immunomodulanti hanno un impatto positivo sulla salute cardiovascolare. La presenza di recettori della vitamina D nei cardiomiociti e nelle cellule endoteliali suggerisce un’azione diretta sul cuore e sui vasi.

Esiste un legame tra carenza di vitamina D e rischio cardiovascolare?

Numerosi studi longitudinali hanno preso in esame popolazioni molto ampie di soggetti, evidenziando un’associazione tra bassi livelli di vitamina D e un aumento della mortalità cardiovascolare e della comparsa di eventi maggiori (infarto miocardico, ictus e MACE). La carenza di vitamina D è stata collegata ad un aumento del rischio di ipertensione, aterosclerosi e insufficienza cardiaca. Tuttavia, il rapporto causale tra carenza di vitamina D e malattie cardiovascolari è ancora oggetto di studio. Tale aspetto emerge dai risultati alquanto deludenti dei trial di intervento con integrazione di vitamina D. Gli stessi autori sottolineano che tali trial presentavano alcuni bias: primo fra tutti, la supplementazione veniva erogata a tutta la popolazione senza valutazione iniziale dei livelli di vitamina D e a dosaggio fisso per un periodo di tempo prefissato. Tali bias hanno inciso sul risultato finale pur evidenziando, nelle analisi post-hoc e focalizzate su obiettivi specifici, un miglioramento della risposta vascolare e della pressione arteriosa.

Quando è indicata la misurazione della vitamina D nei pazienti con rischio cardiovascolare?

La misurazione dei livelli sierici di 25(OH)D è particolarmente indicata nei pazienti con ipertensione arteriosa, per i ben noti effetti della vitamina D sull’endotelio e sul sistema renina-angiotensina-aldosterone. Nel paziente con intolleranza glucidica e diabete mellito la misurazione di livelli di plasmatici è fondamentale per gli effetti sulla sensibilità insulinica e sul metabolismo del glucosio. Le Linee guida della Società di Endocrinologia suggeriscono la supplementazione della vitamina D in tutti i pazienti. Nel paziente a rischio cardiovascolare elevato, in chi ha una storia di eventi cardiovascolari o presenta più fattori di rischio come dislipidemia e obesità, il livello di vitamina D deve essere monitorato considerando che la ipovitaminosi costituisce un fattore di rischio correggibile. Altri gruppi a rischio includono pazienti con osteoporosi, fratture da fragilità, obesità e malattie croniche che influenzano l’assorbimento intestinale. Un valore inferiore a 30 ng/mL è considerato insufficiente e richiede un intervento terapeutico.

La supplementazione di vitamina D può prevenire eventi cardiovascolari?

Mentre gli studi osservazionali suggeriscono un possibile beneficio della supplementazione di vitamina D nella riduzione del rischio cardiovascolare, i risultati degli studi clinici randomizzati sono contrastanti. Tuttavia, nei pazienti con carenza di vitamina D, la correzione del deficit può contribuire al miglioramento di alcuni fattori di rischio cardiovascolare, come l’ipertensione, il diabete e l’infiammazione sistemica. Per i pazienti a rischio cardiovascolare, è consigliato un approccio treat-to-target, con monitoraggio periodico dei livelli sierici di 25(OH)D e supplementazione fino al raggiungimento dei livelli plasmatici ottimali, definiti per quello specifico paziente. Questo approccio consente un’adeguata personalizzazione della terapia, riducendo il rischio di effetti collaterali e garantendo il massimo beneficio per la salute cardiovascolare.

Quali precauzioni adottare nella supplementazione di vitamina D?

Nei pazienti a rischio cardiovascolare, la supplementazione consigliata varia tra 800 e 2000 UI/die in base ai livelli sierici di 25(OH)D. Nei pazienti con grave deficit possono essere necessarie dosi più elevate sotto supervisione medica. È importante controllare i livelli di vitamina D ogni 3-6 mesi nell’ambito di un approccio treat-to-target, regolando la supplementazione fino al raggiungimento dei livelli plasmatici ottimali per il singolo paziente, evitando sia la persistenza della carenza sia il rischio di sovradosaggio. La gestione della vitamina D dovrebbe essere parte di una strategia globale per la salute cardiovascolare, includendo una dieta equilibrata, un’attività fisica regolare e il trattamento delle eventuali comorbidità.

Seguire queste linee guida può ottimizzare il ruolo della vitamina D nella pratica clinica dei pazienti con patologia cardiovascolare.

 

Bibliografia

  • Mattioli AV, Coppi F, Severino P, et al. A Personalized Approach to Vitamin D Supplementation in Cardiovascular Health Beyond the Bone: An Expert Consensus by the Italian National Institute for Cardiovascular Research. Nutrients 2024;17:115. https://doi.org/10.3390/nu17010115
  • Demay MB, Pittas AG, Bikle DD, et al. Vitamin D for the Prevention of Disease: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. J Clin Endocrinol Metab 2024;109:1907-1947. https://doi.org/10.1210/clinem/dgae290

 

 

 

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