Medicina di Famiglia e Specialistica
Salute e prevenzione

La nuova “scorciatoia” per l’obesità? I GLP-1 alla prova della pratica clinica

12 Gen 2026

Da AP&B Alimentazione Prevenzione e Benessere – Rivista a cura di

NFI Nutrition Foundation of Italy

 

L’obesità è oggi riconosciuta in Italia come malattia cronica, progressiva e recidivante, con un impatto rilevante su mortalità, qualità di vita e sviluppo di numerose comorbilità (in particolare diabete e patologie cardiovascolari). Il MMG ha quindi un ruolo centrale sia nell’identificazione precoce sia nella gestione a lungo termine del paziente.

I farmaci agonisti del recettore GLP-1 (e GIP/GLP-1) rappresentano una svolta terapeutica per l’obesità grazie a un’efficacia senza precedenti: la perdita di peso media varia dal 15% con semaglutide fino a circa 20–21% con tirzepatide, risultati finora ottenibili quasi esclusivamente con la chirurgia bariatrica. Oltre al calo ponderale, emergono benefici cardiovascolari indipendenti dal diabete, come dimostrato dallo studio SELECT, con una riduzione del 20% degli eventi cardiovascolari maggiori.

L’indicazione attuale riguarda pazienti con BMI ≥30 oppure BMI ≥27 in presenza di comorbilità, ma il BMI da solo non è sufficiente: è sempre più rilevante la valutazione dell’adiposità viscerale (circonferenza vita, rapporti antropometrici o composizione corporea). È inoltre fondamentale distinguere tra obesità pre-clinica e obesità clinica, poiché cambiano obiettivi e intensità del trattamento.

La terapia farmacologica non può essere considerata una scorciatoia: senza un adeguato supporto nutrizionale e uno stile di vita attivo, aumenta il rischio di perdita di massa muscolare, carenze nutrizionali e recupero ponderale (effetto yo-yo). Nei trial clinici, l’efficacia dei farmaci è sempre associata a intervento dietetico strutturato e attività fisica.

Per il MMG è quindi essenziale:

  • monitorare tollerabilità ed effetti collaterali gastrointestinali;

  • prevenire malnutrizione e sarcopenia (attenzione a proteine, micronutrienti e idratazione);

  • accompagnare il paziente in un percorso continuativo, con follow-up regolari e obiettivi realistici orientati alla salute e non all’estetica.

 

 

PER APPROFONDIMENTI:

Intervista all’esperto, Enzo Nisoli, Farmacologia della nutrizione e obesità clinica, Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Università degli Studi di Milano

 

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